Scene da The Witness Netflix miniserie true crime omicidio Rachel Nickell

The Witness su Netflix: recensione della miniserie true crime

Netflix ha pubblicato The Witness, miniserie true crime in tre episodi basata sul reale omicidio di Rachel Nickell, avvenuto a Londra nel 1992. Il caso fece scalpore in Gran Bretagna per la brutalità del delitto e per il fatto che l’unico testimone fosse un bambino di tre anni.

Scritta da Rob Williams (The Victim, Chasing Shadows) e diretta da Alex Winckler, la serie si basa sul libro Letting Go di Alex Hanscombe, il figlio di Rachel. Il protagonista è proprio Alex, che all’epoca aveva solo tre anni quando la madre fu violentata e uccisa davanti ai suoi occhi durante una passeggiata al parco. Senza tracce di DNA o impronte, le indagini si affidano alla testimonianza del bambino, un compito estremamente delicato.

Il padre André, interpretato da Jordan Bolger (Peaky Blinders, The Book of Boba Fett), si trova a dover bilanciare il proprio dolore con la necessità di proteggere il figlio e al contempo aiutare la polizia. Bolger è convincente nel ruolo, trasmettendo con lo sguardo la tensione e la fatica del personaggio. La serie alterna due linee temporali: il 1992-1994 (indagini iniziali) e un decennio dopo, quando il caso viene riaperto grazie ai progressi del DNA.

Winckler distingue visivamente le due epoche in modo chiaro, anche se a tratti il montaggio alternato sembra più uno stratagemma che una necessità narrativa. In compenso, l’uso di due linee temporali permette di introdurre presto il Max Finchman nel ruolo del giovane Alex adolescente, cresciuto con comportamenti autodistruttivi, comprensibili dato il trauma subito.

Il cast di supporto include attori britannici di talento come Neil Maskell, Kevin Eldon, Sean Gilder, James Bradshaw e James Dryden, che interpretano gli investigatori degli anni ’90, mentre Mark Stanley prende il testimone per la parte ambientata negli anni 2000.

La terza puntata cerca di condensare molti elementi: la riapertura del caso, la possibilità di guardare al killer (Steve Stamp) sotto una luce più empatica e gli errori della polizia precedenti al delitto. Tutti temi interessanti, ma che sembrano un po’ affrettati: la serie avrebbe forse beneficiato di un episodio in più per svilupparli con più calma.

«The Witness è una serie solida, con interpretazioni convincenti, che a volte però cerca di dire troppo in poco tempo.»

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