Palazzo istituzionale a Roma: le stime del Dpfp su deficit 2027 e debito pubblico

Deficit 2027 al 3,5%: cosa prevede il Dpfp secondo Giorgetti

Il deficit italiano dovrebbe restare sotto il 3% anche nel 2026, ma la traiettoria indicata dal governo prevede una risalita al 3,5% nel 2027. A delineare il quadro è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato il Dpfp.

Giorgetti ha spiegato che restare sotto il 3% nel 2026 “non basta” e che le previsioni del governo, tenendo conto della spesa supplementare consentita dalle regole europee, indicano un deficit in risalita e poi in calo nel triennio successivo. Nel dettaglio: 3,5% nel 2027, 3,3% nel 2028 e 2,4% nel 2029.

Che cos’è il deficit e perché conta la soglia del 3%

Il deficit (o disavanzo) misura la differenza tra entrate e spese dello Stato in un anno: quando le spese superano le entrate, il bilancio è in rosso. Il dato si esprime in rapporto al Pil, la ricchezza prodotta dal Paese, perché così diventa più facile confrontare nel tempo e tra Paesi quanto pesa il disavanzo.

La soglia del 3% del Pil è un riferimento centrale nelle regole europee di bilancio. Scendere sotto quel livello viene letto come segnale di disciplina dei conti; un valore superiore indica un disavanzo più alto e richiede più attenzione nella gestione della finanza pubblica.

Debito pubblico: il profilo tendenziale

Oltre al deficit, Giorgetti ha fornito il quadro del debito pubblico nel cosiddetto “profilo tendenziale”, l’andamento atteso senza nuove misure non ancora definite. Il debito è indicato al 138,1% nel 2026, al 138,6% nel 2027, al 137,7% nel 2028 e al 136,3% nel 2029.

Il Dpfp è il documento con cui il governo inquadra la strategia di finanza pubblica, indicando le traiettorie previste per variabili come deficit e debito. Sono numeri osservati con attenzione dai mercati e dalle istituzioni europee, perché aiutano a valutare la sostenibilità dei conti e l’evoluzione del rapporto tra spesa pubblica, entrate e crescita economica.

Cosa significa per il risparmiatore

  • Chi ha in portafoglio BTP o altri titoli di Stato italiani dovrebbe sapere che il debito resta sopra il 136% del Pil per tutto il periodo considerato, con un picco al 138,6% nel 2027 e un rientro lento dal 2028.
  • Il deficit al 3,5% previsto per il 2027 è appena sopra la soglia del 3% delle regole europee: valori superiori vengono osservati con attenzione dai mercati e possono incidere sul costo del debito.
  • Il Dpfp fissa traiettorie tendenziali e non contiene nuove misure: le stime possono cambiare con la manovra di bilancio, quindi i numeri vanno letti come scenario, non come dato definitivo.
  • I titoli di Stato italiani si acquistano tramite banca, broker o direttamente alle aste del Tesoro, accessibili anche ai risparmiatori tramite il MEF, con tagli da 1.000 euro per i BTP ordinari.

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