Veliero pirata in navigazione nei Caraibi, ambientazione del remake di Assassin's Creed Black Flag

Assassin’s Creed Black Flag Remake: cosa funziona (e cosa no) nella versione 2026

Assassin’s Creed IV Black Flag è considerato da molti il capitolo migliore della serie. La formula piratesca ha conquistato non solo i fan di lunga data, ma anche chi si è avvicinato al franchise per la prima volta. Ora Ubisoft ha annunciato un remake, nome in codice Resynced, previsto per il 2026. Le anteprime e le dichiarazioni ufficiali delineano un progetto ambizioso, ma non privo di scelte controverse.

Cosa funziona nel remake

Il remake introduce nuove missioni integrate nella storia originale. Le sequenze inedite hanno richiesto il ritorno di Matt Ryan, l’attore che ha prestato voce e corpo a Edward Kenway. Le missioni sono legate a tre personaggi compagni: Lucy Baldwin, “The Padre” e Dead Man Smith, che offrono bonus nel combattimento navale.

The Jackdaw, la nave protagonista, riceve un restyling visivo notevole con texture e sartiame ad alta definizione. Le opzioni di potenziamento sono state ampliate, permettendo di trasformare il veliero in una nave da guerra pronta ad affrontare le navi leggendarie già presenti nell’originale. In più, si può adottare un gatto a bordo.

Il mondo di gioco sarà privo di schermate di caricamento. Ubisoft promette una transizione fluida dall’oceano aperto alle città, ispirandosi alla mappa di Assassin’s Creed Odyssey dove ogni terra è esplorabile senza interruzioni. L’originale aveva invece aree delimitate in modo artificioso.

La direzione artistica è fedele: le nuove texture e l’illuminazione aggiornano l’aspetto senza stravolgerne l’identità. Un approccio che molti remake non riescono a mantenere, spesso sacrificando lo stile originale per un look più moderno. Ubisoft stessa è recidiva in questo senso.

Le ombre del progetto

Il remake esclude il DLC Freedom Cry, una campagna di circa sei ore in cui si controlla Adéwalé, ex primo ufficiale di Kenway, alle prese con la tratta degli schiavi a Haiti. Ubisoft ha spiegato di volersi concentrare sulla storia di Edward Kenway, ma la scelta sembra una strategia per vendere il DLC come contenuto aggiuntivo a pagamento. Di solito, remaster e remake includono le espansioni: saltare questa convenzione è difficile da giustificare.

Più spinosa la questione delle sezioni nel presente. Il remake elimina le sequenze ad Abstergo, quei momenti in cui il giocatore veste i panni di un impiegato moderno che esplora i ricordi genetici. Erano una parte ridotta ma importante della trama: collegavano Black Flag al resto della saga e approfondivano le conseguenze del sacrificio di Desmond Miles. Ubisoft non ha ancora spiegato come colmerà questo vuoto narrativo. Le ipotesi parlano di un meta-livello alla Final Fantasy 7 Remake, o di brevi cutscene. Qualunque soluzione adottata, il risultato sarà una versione diversa da quella originale.

In definitiva, il remake di Black Flag sembra un’operazione attentamente curata sotto molti aspetti tecnici e contenutistici, ma con due scelte che divideranno la comunità: l’assenza di Freedom Cry e la rimozione della storia contemporanea. Chi ha amato l’originale troverà tanto da apprezzare, ma anche motivi per essere critico.

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