Moda, dal 19 luglio scatta lo stop alla distruzione degli invenduti: cosa cambia
Dal 19 luglio 2025 le grandi imprese della moda e del tessile in Europa non potranno più distruggere capi di abbigliamento, scarpe e accessori invenduti o restituiti dai consumatori. Entra in vigore il Regolamento UE 2024/1781, che impone il riuso, il riciclo o la donazione dei prodotti, garantendo loro una seconda vita.
A ricordarlo è Assoutenti, sottolineando che la misura riguarda subito le grandi aziende del settore tessile. Dal 2030 l’obbligo si estenderà anche alle medie imprese.
Cosa prevede il nuovo regolamento europeo
Il Regolamento UE 2024/1781 interviene su due fronti principali, con effetti diretti sui modelli di business delle imprese della moda.
Obbligo di trasparenza sugli invenduti smaltiti. Le aziende dovranno rendere pubbliche le informazioni sui volumi di beni di consumo invenduti che vengono smaltiti come rifiuti. L’obiettivo è rendere più visibile e misurabile l’impatto ambientale delle scelte industriali.
Divieto di distruzione dei prodotti invenduti. Scatta il divieto di distruggere i prodotti di consumo invenduti. Nel mirino rientrano in particolare indumenti, accessori di abbigliamento, calzature, cappelli, copricapo e altre acconciature — tutti articoli tipicamente interessati da forti rotazioni di magazzino, saldi e resi, soprattutto con la crescita dell’e-commerce.
La norma spinge l’intera filiera a trovare alternative alla distruzione: vendita a prezzi scontati, canali outlet, mercati secondari, donazioni a enti e associazioni, oltre al riciclo dei materiali.
Le deroghe al divieto
Il regolamento prevede alcune eccezioni, per quei casi in cui il riutilizzo non sia possibile o sarebbe contrario ad altre norme. Secondo Assoutenti, la distruzione sarà ancora ammessa per prodotti:
- pericolosi
- non conformi agli standard o alle normative
- che violano le norme sulla proprietà intellettuale (merci contraffatte)
- inadatti al riutilizzo
- danneggiati, deteriorati o difettosi
Si tratta di situazioni in cui la distruzione tutela la sicurezza dei consumatori, la qualità dei prodotti o i diritti di proprietà intellettuale delle imprese.
Uno spreco enorme: 594.000 tonnellate di tessuti all’anno
Assoutenti richiama i numeri del fenomeno, illustrati dal presidente Gabriele Melluso. In Europa, fino al 9% di tutti i prodotti tessili immessi sul mercato viene distrutto prima dell’uso. In termini assoluti, ciò equivale a 594.000 tonnellate di tessuti l’anno che finiscono tra i rifiuti senza mai essere indossati.
La distruzione degli invenduti genera emissioni di CO2 pari a 5,6 milioni di tonnellate ogni anno. La produzione tessile è un settore energivoro e ad alta intensità di risorse — acqua, terreni, sostanze chimiche — e distruggere capi nuovi amplifica ulteriormente l’impatto.
Un altro elemento è il boom degli acquisti online: il tasso medio di reso per gli abiti acquistati via internet è stimato al 20%, cioè un capo su cinque venduto online viene restituito. Un flusso enorme di prodotti che, in mancanza di regole, può facilmente finire tra i rifiuti.
Cosa significa per il risparmiatore
Per Melluso, le nuove regole rappresentano un cambio di paradigma per il settore della moda: «Le imprese della moda non potranno più sprecare prodotti che possono avere una seconda vita, e dovranno reimmetterli sul mercato o donarli».
- Più occasioni a prezzo scontato. I capi invenduti o resi dovranno trovare sbocco in canali alternativi alla distruzione. Per i consumatori significa maggiore disponibilità di prodotti reimmessi in circolazione a prezzi scontati, ad esempio tramite outlet fisici e online o iniziative promozionali mirate.
- Meno rifiuti tessili. Il divieto di distruzione e l’obbligo di riuso contribuiranno a contenere le emissioni di CO2 e a ridurre il volume di rifiuti tessili, in linea con gli obiettivi europei di economia circolare.
- Impatto sulle strategie aziendali. Per il settore moda, il nuovo quadro normativo rappresenta un tassello importante verso una maggiore sostenibilità ambientale e sociale. Nel tempo potrebbe riflettersi sulle strategie produttive, sulla gestione delle scorte e sulle politiche dei resi nel commercio online.
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