Pirateaba si racconta: dal web serial al successo di The Wandering Inn
Nato come web serial pubblicato gratis online, The Wandering Inn è oggi una delle serie LitRPG più amate, disponibile in ebook, audiolibro (narrato da Andrea Parsneau) e in arrivo in edizione cartacea ad agosto. In un’intervista via email con IGN, Pirateaba — autore che mantiene l’anonimato — ha raccontato la storia del suo successo, le ispirazioni e i progetti futuri.
Come è nata The Wandering Inn
Tutto è iniziato per caso. Pirateaba cercava una nuova storia online quando si è imbattuto in Overlord, il light novel, scoprendo il genere LitRPG. «Ne sono stato subito conquistato e volevo scrivere una storia simile, ma non sapevo se si potesse pubblicare online» ha spiegato. Una ricerca su Google lo ha portato a Worm, il web serial di Wildbow, che dimostrava fosse possibile guadagnare pubblicando gratis. «Senza quelle due storie, forse non avrei mai pensato di pubblicare online» ha detto.
L’offerta per l’audiolibro è arrivata come un altro colpo di fortuna: un’email di Podium Publishing mentre era al volume 4. «Avevo rifiutato tutte le offerte precedenti, ma avevo appena visto The Martian al cinema e ho pensato di dare una possibilità alla casa che lo aveva pubblicato». L’incontro con Andrea Parsneau, narratrice della serie, è stato altrettanto casuale.
Il sogno di una serie TV (animata)
Alla domanda su un possibile adattamento televisivo, Pirateaba è stato chiaro: «Sì, ma chi la dirige?». Preferirebbe una serie animata a un film, perché «la CGI o il live action fallirebbero con personaggi complessi come gli Antinium o i Draghi». La preoccupazione principale è il controllo creativo: «I grandi studi come Netflix, Amazon o HBO tendono a intromettersi troppo». Cita il caso di The Wheel of Time, show Amazon da lui criticato: «Scelte centrali su Perrin e Mat non mi hanno convinto, e sembra che il pubblico la pensi come me, visto che è stato cancellato».
Pirateaba sogna un accordo simile a quello di Brandon Sanderson con la sua serie, e guarda a studi indipendenti: «Se Viziepop o Glitch (gli studi di Helluva Boss) mi facessero un’offerta, la prenderei in considerazione». Desidera un regista con una propria visione, come Peter Jackson è stato per Il Signore degli Anelli.
Ispirazioni: videogiochi, libri e Ghibli
Tra le influenze letterarie, Pirateaba cita Terry Pratchett, Tamora Pierce, Robert Jordan e Anne McCaffrey. Ma anche i videogiochi: Baldur’s Gate 3 sarebbe stato un’ispirazione se fosse uscito prima, mentre Majesty: Heroes of Ardania ha ispirato le atmosfere da locandiere. Non mancano Adventure Quest, Battle for Middle Earth II e persino Spore. «C’è qualcosa nel vedere i tuoi eroi crescere e superare le avversità che mi ha sempre parlato».
Fondamentali anche i film Ghibli: Il castello errante di Howl, Porco Rosso, Laputa, La città incantata. E One Piece, che Pirateaba ha scoperto per caso in biblioteca leggendo male il titolo: «Giuro che per anni l’ho chiamato Nep Ecc».
Il personaggio preferito
Alla domanda sul personaggio secondario preferito, Pirateaba confessa: «Mi piacciono quasi tutti, ecco perché la serie è così lunga. Cerco di trattare ogni personaggio come l’eroe della propria storia». Se costretto a scegliere, indica Pisces («un po’ scontato, ma si vede che mi piace») e Rabbiteater, per ragioni che diventeranno chiare più avanti. «Mi piacciono i personaggi che cambiano, a volte fisicamente, ma spesso nel loro modo di essere».
