Headway obbliga pazienti e terapeuti alla scansione del volto per continuare le sedute
Headway, una piattaforma di psicoterapia online molto usata negli Stati Uniti, ha annunciato che richiederà a tutti i pazienti e ai terapeuti di sottoporsi a una scansione biometrica del volto. Non c’è modo di evitarla, se non smettendo di usare la piattaforma.
Il 3 aprile Headway ha inviato una email ai clienti: chiede di caricare una foto di un documento d’identità ufficiale e di scattarsi un selfie muovendo la testa da un lato all’altro. La piattaforma assicura che l’immagine del volto viene usata solo per la verifica dell’identità.
La verifica riguarda prima i pazienti che ricevono prescrizioni mediche, ma si estenderà a tutti. I terapeuti stessi dovranno scansire il volto, pena il blocco dei pagamenti. Headway non ha specificato quando diventerà obbligatoria per tutti, creando incertezza tra gli utenti.
Per la verifica, Headway si appoggia a Persona, una società terza nel portfolio di Founders Fund, il fondo di Peter Thiel. Persona è già usata da Uber, DoorDash e Roblox; Discord ha interrotto la collaborazione all’inizio dell’anno.
Nessuna via d’uscita
Headway ha confermato che non esiste un’opzione per rifiutare la scansione. Un portavoce ha detto che la verifica è un «passaggio di sicurezza obbligatorio per i pazienti che vedono i prescrittori». In casi eccezionali, c’è la possibilità di una revisione manuale, ma i dettagli sono vaghi.
Un cliente ha raccontato a 404 Media di essere in una situazione senza via d’uscita: rinunciare alla privacy o perdere la continuità delle cure e ricominciare da capo con un altro terapeuta. «Non è una semplice scelta di consumo», ha detto. «La sanità è un’altra cosa».
La preoccupazione è cresciuta anche per le dichiarazioni del segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., che ha parlato di collegare database di pazienti autistici legati a Medicare e Medicaid e di indagare sul legame tra antidepressivi e violenza di massa.
Headway sta preparando i terapeuti a gestire le obiezioni dei pazienti. Alcuni provider hanno ricevuto email che avvisano di possibili restrizioni ai pagamenti se non completano la verifica, ma il link per farlo non sempre funziona.
