Google compra il codice degli sviluppatori Play Store per addestrare la sua AI
Google ha avviato un programma pilota riservato per acquistare l’accesso al codice sorgente delle app Android presenti sul Play Store, con l’obiettivo di addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale dedicati alla scrittura di codice. A rivelarlo è 404 Media, che ha ottenuto una copia dell’email inviata ad alcuni sviluppatori con milioni di download, i quali hanno accettato di parlare a condizione di anonimato per timore di ritorsioni.
L’email, firmata dal Google Partnerships team, invita gli sviluppatori a «unirsi a un pilota di offerta di contenuti riservata». Il testo promette «ulteriori entrate dalla condivisione del codice che alimenta le tue app, così come i tuoi progetti archiviati». L’offerta è non esclusiva: lo sviluppatore mantiene il 100% della proprietà intellettuale e può monetizzare i propri dati altrove.
Curiosamente, l’email non menziona mai esplicitamente l’intelligenza artificiale. Ma il link incluso rimanda a una pagina che parla di «partnership per migliorare i nostri prodotti AI». La pagina spiega che Google cerca «contenuti non pubblici» a pagamento, andando oltre i dati già disponibili pubblicamente che l’azienda e altre società di AI hanno raschiato dal web.
La retorica è ambiziosa: la pagina descrive l’addestramento dell’AI come un’opportunità «per aiutare singoli individui, aziende e la società a combattere disastri naturali e aiutare i medici a diagnosticare malattie più precocemente». Ma la realtà è più prosaica: Google è in forte ritardo rispetto ai competitor nella generazione automatica di codice. Anthropic (con Claude Code) e Microsoft Copilot hanno già ampiamente superato Google, che ora cerca di colmare il divario pagando per accedere a dati di qualità.
La mossa è significativa: dimostra che Google non riesce a ottenere codice di qualità sufficiente nemmeno raschiando tutto il web — lo stesso problema che ha spinto l’azienda a pagare 60 milioni di dollari a Reddit per l’accesso ai suoi dati. Segno che il pozzo dei dati pubblici gratuiti potrebbe essersi esaurito, almeno per i casi d’uso più complessi come la generazione di codice reale e funzionante.
Ecco il testo integrale dell’email ricevuta dagli sviluppatori:
«Ti contattiamo per conto del team Google Partnerships con un invito per un gruppo selezionato di sviluppatori Google Play a unirsi a un pilota di offerta di contenuti riservata. Vorremmo offrirti un’opportunità unica per generare entrate aggiuntive dalle tue app. Hai lavorato duramente per costruire la tua app e far crescere la sua base utenti. Che si tratti del codebase di produzione attivo che alimenta la tua app corrente o degli archivi di prototipi e progetti collaterali non più in uso, quel codice potrebbe avere un valore inespresso. Questa è un’occasione unica per aiutare a trasformare strumenti e prodotti, supportare l’ecosistema degli sviluppatori e sbloccare nuove entrate.
L’opportunità: stiamo cercando codebase reali di alta qualità per migliorare gli strumenti e i prodotti di sviluppo di Google. Ecco cosa offre questo programma:
- Ulteriori opportunità di guadagno: vieni pagato per condividere il codice delle tue app e dei tuoi progetti archiviati
- Essere un early adopter: come partner pilota, darai forma al modo in cui Google collaborerà con la community di sviluppatori in futuro
- Generare impatto: abbiamo scoperto che il codice reale è utile per lo sviluppo dei nostri prodotti e servizi in una vasta gamma di casi d’uso, dalla comprensione di logiche complesse allo sviluppo di valutazioni e benchmark del codice
- Mantenere il controllo: l’accordo è non esclusivo. Mantieni il 100% della tua proprietà intellettuale, la tua app rimane interamente tua e conservi il diritto di monetizzare i tuoi dati altrove
Puoi saperne di più sull’approccio di Google alle partnership nel nostro blog post».
