Bitcoin frena sotto 85.000 dollari, ma gli ETF USA e la DeFi reggono il mercato
L’attacco agli 85.000 dollari non è andato a segno. Bitcoin ha restituito parte dei guadagni accumulati nelle sedute precedenti e ha ceduto proprio sull’area che da settimane fa da spartiacque, mentre l’appetito istituzionale via ETF resta positivo ma in netto rallentamento. Sullo sfondo pesano i rendimenti obbligazionari USA in ascesa e la fiducia dei consumatori americani ai minimi da oltre dieci anni.
Bitcoin tra rendimenti USA in rialzo e pressione dei venditori
L’offerta in mano agli holder di lungo periodo resta il fattore chiave. Molti investitori storici non stanno distribuendo in modo aggressivo, ma l’area sopra gli 85.000 dollari rimane presidiata dai venditori, che per ora impediscono un’accelerazione verso nuovi massimi.
Il contesto macro non aiuta gli asset rischiosi. Il Treasury decennale USA oscilla oltre il 5,2%, con alcune case di ricerca che non escludono un possibile approdo verso il 6%. Per gli strategist, su Bitcoin conta più il motivo del rialzo dei rendimenti che il livello in sé: un aumento legato a crescita economica e inflazione sotto controllo viene letto in modo diverso da un rialzo dovuto a timori su deficit e stabilità finanziaria.
In parallelo, l’indice di fiducia dei consumatori USA del Conference Board è sceso ai minimi da oltre dieci anni, segnalando aspettative di indebolimento per economia e mercato del lavoro. Un quadro che, secondo alcuni osservatori, potrebbe rendere più nervosi i listini azionari e, per correlazione, anche le criptovalute maggiori.
ETF crypto, DeFi e IPO: il segnale delle istituzioni
Dopo una settimana da circa 3,3 miliardi di dollari di afflussi, lunedì gli ETF spot su Bitcoin, Ethereum, Solana e XRP quotati negli Stati Uniti hanno attirato complessivamente circa 64,8 milioni di dollari. Il calo rispetto ai giorni precedenti è marcato, ma il flusso resta in ingresso: per diversi analisti l’interesse istituzionale è vivo, solo più selettivo.
Nel segmento DeFi spicca Aave, con un rialzo a doppia cifra (circa +11%) sulle speculazioni di un possibile token burn. Il rimbalzo è arrivato nonostante il forte movimento al rialzo dei rendimenti obbligazionari USA, segnale che una parte del mercato crypto sembra momentaneamente scollegata dal nervosismo obbligazionario.
Sul fronte corporate, la londinese Blockchain.com avrebbe depositato in modo confidenziale i documenti per una IPO negli Stati Uniti, puntando secondo indiscrezioni di mercato a una valutazione fino a 6 miliardi di dollari e a una raccolta nell’ordine di 500 milioni. Se confermato, sarebbe un altro passo verso l’integrazione delle infrastrutture crypto nella finanza regolamentata.
Pagamenti privati e sicurezza: le mosse di Ethereum e Zcash
- zk.money è tornato operativo sulla rete Ethereum: è un wallet che maschera i pagamenti all’interno di Aztec Network, mantenendo visibili i depositi effettuati on-chain sulla mainnet. Per gli sviluppatori aumenta la riservatezza delle transazioni senza rinunciare alla trasparenza sugli ingressi di capitale.
- I team di Zcash stanno integrando il codice del Project Tachyon nel software Zakura Common, con l’obiettivo di arrivare nel lungo termine a oltre 50.000 pagamenti privati al
