Vista dall'alto di una folla di pedoni che camminano in un incrocio, illustrazione del bias antiorario

Scienziati scoprono una regola nascosta: i pedoni girano spontaneamente in senso antiorario

Un team di ricercatori ha scoperto che le persone, quando camminano in mezzo a una folla, tendono a girare spontaneamente in senso antiorario. La scoperta è avvenuta per caso, durante uno studio sulla mobilità pedonale in epoca Covid, ed è stata pubblicata su Nature Communications.

I ricercatori, guidati da Iñaki Echeverría Huarte dell’Università di Navarra, stavano analizzando video di pedoni per migliorare le linee guida sul distanziamento sociale. Hanno notato un pattern inaspettato: quando le persone cambiavano direzione, lo facevano in senso antiorario. «La scoperta è stata una casualità, come a volte accade nella scienza», ha spiegato Huarte a 404 Media.

Per verificare l’ipotesi, il team ha condotto esperimenti in Spagna e in Giappone, convinto che le differenze culturali potessero invertire la tendenza. Invece, il bias è rimasto stabile. «Pensavamo che in Giappone la rotazione sarebbe cambiata. E invece no», ha detto Huarte. Lo studio ha coinvolto centinaia di partecipanti: adulti in ambienti controllati, adolescenti in un cortile scolastico spagnolo e bambini in un asilo giapponese. In tutti i casi, il comportamento è stato lo stesso.

I ricercatori hanno escluso che si tratti di un fenomeno collettivo. «È un bias individuale, molto robusto», ha detto Claudio Feliciani, coautore dello studio e professore all’Università di Tokyo. Anche la manualità (destra o sinistra) non ha influito, né l’età. Anzi, i bambini dell’asilo mostravano una tendenza ancora più marcata, suggerendo che il comportamento potrebbe essere biologico, non appreso. «È probabilmente biomeccanico, ma è difficile dire esattamente perché», ha aggiunto Feliciani.

Curiosamente, la maggior parte degli animali non mostra preferenze di lato. Fanno eccezione le formiche temnothorax, che tendono a girare a sinistra, e i pappagallini, che mostrano preferenze laterali in volo. I ricercatori non hanno ancora formulato una spiegazione definitiva e parlano di «rottura di simmetria biologica». Sono in corso studi con la realtà virtuale per capire meglio il meccanismo.

Capire questa tendenza potrebbe essere utile per progettare spazi affollati come aeroporti, musei e centri commerciali, migliorando il flusso di persone. «Il vero valore della scoperta è che può portare ad altre scoperte su come elaboriamo le informazioni locomotorie», ha concluso Feliciani.

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