Controller Xbox su sfondo scuro simbolo del gaming Microsoft

Analisti prevedono chiusure di studi Xbox e abbonamenti finanziati dalla pubblicità dopo l’avvertimento di Asha Sharma

Il futuro della divisione gaming di Microsoft si fa più cupo. Secondo diversi analisti interpellati da IGN, il memo inviato ai dipendenti dalla nuova CEO Asha Sharma — in cui parlava apertamente di un necessario “reset” — non è un avvertimento, ma un preannuncio di chiusure di studi di sviluppo e dell’introduzione di abbonamenti finanziati dalla pubblicità.

Sharma ha reso pubblico un dato che il colosso di Redmond non diffondeva dal 2013: il margine di profitto di Xbox è fermo al 3%. Un dato che, come spiega il Dr. Serkan Toto di Kantan Games, è “una grande notizia per giustificare ciò che sta per arrivare”. Toto è lapidario: “Microsoft potrebbe guadagnare di più lasciando i soldi in banca, dato che il tasso di interesse per le aziende negli USA è sopra il 3,6%”.

Il nodo principale sono i costi. Xbox ha speso oltre 20 miliardi di dollari negli ultimi cinque anni per acquisizioni (ZeniMax Media e Activision Blizzard King), ma i ricavi sono calati. Joost van Dreunen, professore alla NYU Stern School of Business, nota che “è pratica comune ridurre il personale dopo un’acquisizione, ma qui ci sono altri catalizzatori”. Tra questi, il rincaro dei componenti hardware (la cosiddetta “RAMpocalypse”), già spingendo Xbox verso partnership esterne, e le decisioni di Sharma nei suoi primi 100 giorni: tagli al prezzo di Game Pass e la scelta di rendere Gears of War: E-Day e Clockwork Revolution esclusive, rinunciando ai ricavi PlayStation.

Secondo gli analisti, il taglio dei costi si tradurrà in licenziamenti e nella chiusura di studi più piccoli, anche se di talento. “I Double Fine e i Ninja Theory del portfolio — amati, talentuosi, piccoli — sono sul tagliere”, afferma Rhys Elliott di Alinea Analytics. “Sono meravigliosi per i cuori e le menti, ma difficili da difendere in una revisione dei margini”. Il memo di Sharma, ricordano gli analisti, è in linea con la logica che nel 2024 ha portato alla chiusura di Tango Gameworks (reduce dal successo di Hi-Fi Rush) e Arkane Austin.

E le esclusive? Elliott è scettico: “La dichiarazione ‘caso per caso’ dà a Xbox un’enorme flessibilità. Se i prossimi giochi importanti finiranno silenziosamente su PS5 dopo un trimestre o due — quando il costo di rinunciare a 90 milioni di utenti PlayStation apparirà in un report — allora la spinta all’esclusività era solo un gesto di immagine”.

Resta il tema degli abbonamenti. Game Pass è tornato a crescere dopo i tagli al prezzo, ma gli analisti concordano: un tier a prezzo ridotto con pubblicità (sul modello Netflix con pubblicità) è inevitabile. “È ragionevole pensare che gli annunci diventeranno una parte più significativa del modello di business di Xbox”, ha dichiarato van Dreunen, ipotizzando che il piano a lungo termine includa mercati di contenuti generati dagli utenti e pubblicità in-game.

Articoli simili