Schermata di 007 First Light con James Bond in azione stealth

007 First Light: la parlantina è l’arma più potente di James Bond

In 007 First Light il superpotere di James Bond si chiama bluff. Con un pulsante, Bond spara una storiella talmente incredibile – si presenta come “Burton, delle pulizie” o “un turista che ha sbagliato strada” – che i nemici ci credono per 30 secondi. Abbastanza per attraversare indisturbato una zona rossa o, ancora meglio, per prendere la mira mentre i cattivi sono ancora confusi.

L’abilità consuma 3 punti di istinto su un totale di 6. Per ricaricarli, niente raccolta di power-up: il modo migliore è l’aggressività. Ogni takedown silenzioso restituisce 1 punto. Il loop è semplice e soddisfacente: bluffi per passare un primo settore, sistemi i nemici in silenzio nel secondo e intanto riempi la barra, poi bluffi di nuovo. Come in Hitman, ma con un tono più ironico e sfrontato.

Non tutti i nemici cascano nella trappola. I watcher (contrassegnati da un cerchio bianco) non si lasciano bluffare, e bloccano l’abilità anche per i compagni vicini. Richiedono un approccio diverso: attirarli con un rumore, eliminare con gadget accecanti, magari sfruttare un carrello della lavanderia per schiacciare un nemico e mandare il watcher a indagare. Una volta messo KO, Bond può tornare a raccontare storielle.

Il punto debole del gioco sono i combattimenti a fuoco. Le sparatorie sono meno ispirate, con nemici che sparano da ogni direzione e mappe che a volte richiedono di rintracciare l’ultimo mitragliere nascosto in un angolo. Il titolo sarebbe stato più riuscito con meno sequenze da sparatutto e più spazio ai bluff. La parlantina è il vero asso nella manica, e quando funziona – con Bond che si presenta come il tecnico delle macchine da caffè – regala momenti irresistibili.

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