Padiglioni della fiera TTG Travel Experience 2026 a Rimini

TTG Travel Experience 2026: a Rimini 2.800 espositori da 75 Paesi e 1.000 buyer

La TTG Travel Experience e InOut chiudono a Rimini con 2.800 espositori da 75 Paesi e 1.000 buyer internazionali. Per Italian Exhibition Group, che organizza la manifestazione, il dato che conta non è però la dimensione: è lo spostamento del baricentro. La fiera non serve più soltanto a vendere l’Italia come destinazione turistica, ma a vendere destinazioni di tutto il mondo.

Maurizio Ermeti, presidente di Ieg, descrive il passaggio come un cambio di paradigma, non come una crescita progressiva.

«Fino a qualche tempo tutto il mondo veniva a TTG per comprare l’Italia. Quello che sta cambiando, e che con l’edizione 2026 è diventato veramente evidente e percepibile, è che oggi arriva il mondo per comprare il mondo».

In concreto, l’obiettivo dichiarato è un hub di business dove domanda e offerta si incontrano non solo su pacchetti e destinazioni, ma su modelli di ospitalità e servizi collegati alla filiera. Ermeti parla di una base che «ci prepara di fatto anche a un rilancio ulteriore nei prossimi anni della manifestazione come leader nel Mediterraneo per il turismo mondiale».

I numeri dell’edizione 2026

Il presidente di Ieg quantifica la portata della fiera con quattro indicatori:

  • 2.800 espositori provenienti da 75 Paesi
  • 1.000 buyer da tutto il mondo, tra TTG e InOut
  • 28 padiglioni occupati
  • 144mila metri quadrati di superficie complessiva

Nel linguaggio del settore i buyer sono gli operatori che acquistano e programmano prodotti turistici — viaggi e soggiorni — per rivenderli tramite tour operator, agenzie e piattaforme. La loro presenza misura il peso business-to-business della manifestazione, più di qualsiasi numero di visitatori.

Hotellerie, Outdoor e il tema «Exist»

L’altro asse indicato da Ermeti è l’area Hotellerie e Outdoor, dedicata da un lato alla vendita dei prodotti turistici e dall’altro alle attrezzature, ai servizi e alle tecnologie per le imprese ricettive e per il turismo all’aria aperta. «Gli operatori che sono già qua per questo scopo hanno la possibilità di avere una panoramica sempre più ampia di quelle che possono essere le attrezzature, i servizi e le tecnologie che possono servire alle imprese della filiera turistica per migliorare e innovarsi», spiega il presidente di Ieg. La fiera diventa quindi anche uno spazio di confronto su efficienza, qualità dell’esperienza e capacità competitiva delle imprese.

Il titolo scelto per il 2026, «Exist», nasce da una lettura del turista contemporaneo. Ermeti cita una quotidianità più stressante, una sovraesposizione mediatica e la pressione della tecnologia, che assorbe tempo e attenzione. Da qui la necessità di «rompere questo schema» con viaggi e vacanze, anche brevi, distribuiti più volte durante l’anno. Per l’industria la domanda operativa è come progettare esperienze capaci di «entrare sotto pelle» e di rispondere alla ricerca di contatto con se stessi.

Cosa resta a Rimini

Sul territorio, Ermeti definisce TTG «una grandissima occasione» per la città. La manifestazione ha contribuito a renderla più attiva e attrattiva lungo l’intero arco dell’anno, con due effetti distinti: l’indotto generato dall’evento — ospitalità, ristorazione, trasporti e servizi collegati — e la possibilità per gli operatori locali di formarsi e confrontarsi con il meglio del settore, con ricadute commerciali che arrivano dopo la chiusura dei padiglioni.

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