Caldo estremo in cabina, i sindacati dei camionisti chiedono un piano al Governo
La Camera ha bocciato la proposta di deroga al Codice della strada che avrebbe permesso ai camionisti di tenere acceso il motore durante le soste per usare il climatizzatore in cabina. Ora i sindacati dei trasporti della Liguria, Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, chiedono a Governo e Parlamento un confronto immediato.
«Se la deroga non è percorribile il Governo deve indicare l’alternativa»
La proposta respinta puntava a introdurre una deroga alle norme che vietano di mantenere acceso il motore durante la sosta, salvo esigenze specifiche. L’obiettivo era consentire agli autisti di usare il climatizzatore nei periodi di riposo senza incorrere in sanzioni.
Temperature oltre 40 gradi e soste sotto il sole
Secondo le tre sigle sindacali, la decisione della Camera non tiene conto delle condizioni reali in cui migliaia di autisti lavorano ogni giorno, con le ondate di calore che stanno portando le temperature ben oltre 40°C in molte aree del Paese.
Gli autisti non trascorrono le soste solo nei piazzali aziendali, dove a volte sono disponibili strutture di servizio. Spesso aspettano per ore all’esterno dei porti, nelle aree di sosta, lungo le strade o davanti ai luoghi di consegna, sotto il sole. Dentro la cabina — lo spazio in cui l’autista riposa, mangia e si prepara alle ore successive — il climatizzatore funziona solo a motore acceso. Senza raffrescamento, la temperatura percepita raggiunge livelli estremi.
Non è solo una questione di comfort. Un autista che non riposa a causa del caldo inizia le ore di guida in condizioni di maggiore stanchezza e stress. Nel trasporto pesante, con mezzi di massa e spazi di frenata molto superiori a quelli delle auto, la lucidità alla guida è decisiva per la sicurezza di tutti.
La proposta: climatizzazione da fermo obbligatoria
Se la deroga non è percorribile, i sindacati indicano una soluzione tecnico-industriale: introdurre l’obbligo per i costruttori di installare di serie sistemi di climatizzazione da fermo sui mezzi pesanti, come già avviene per i sistemi di riscaldamento. Questi impianti raffrescano la cabina senza tenere acceso il motore principale, usando unità autonome alimentate da batterie o altre fonti di energia.
Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti chiedono un confronto immediato per definire queste o altre soluzioni. In assenza di risposte, si dicono pronti alla mobilitazione.
