L’AI Futurist di Microsoft spiega come usa Copilot e cosa cambia per le aziende con gli agenti
A Build 2026, Microsoft ha lanciato un messaggio chiaro: gli agenti stanno entrando in produzione nei sistemi enterprise, e chi vince è la piattaforma che offre contesto, governance, identità e accesso sicuro ai dati. Il pezzo forte è Microsoft IQ, un layer di contesto che unisce GitHub Copilot, Microsoft Foundry e Copilot Studio. Le API Work IQ arriveranno il 16 giugno; poi ci sono Fabric IQ per dati strutturati, Foundry IQ per conoscenza aziendale e Web IQ, un motore di ricerca pensato per agenti. Inoltre, Microsoft ha presentato Scout (un agente personale per il lavoro) e sette nuovi modelli MAI, tra cui MAI-Thinking-1.
Marco Casalaina è VP Products, Core AI e AI Futurist. Guida il team AI Futures di Microsoft e ha alle spalle Azure AI, Salesforce Einstein e una laurea in informatica a Cornell. In pratica, è il primo a provare qualsiasi novità interna. «Tutti mi mandano le cose nuove appena le hanno. Oggi stesso ne ho ricevuta una prima di questa chiamata», racconta in un’intervista con VentureBeat. Per lui fare il futurist significa guardare all’anno successivo, non a decenni.
Agenti e contesto. Alla base della strategia c’è la scelta dei modelli: Microsoft offre GPT (OpenAI), Claude (Anthropic) e ora i propri MAI, ottimizzati per efficienza e personalizzazione. Sopra, hosted agent in Foundry con scaling automatico. Ancora sopra, il control plane per osservare costi, token e correttezza. Poi arrivano gli IQ, la novità principale.
Gli IQ sono headless (senza interfaccia utente) e forniscono contesto agli agenti. Fondamentalmente sono server MCP (Model Context Protocol) con autenticazione tramite Entra. «Un agente può avere la propria identità, la propria casella di posta in Teams, la propria email. Così Work IQ gli permette di leggere documenti e messaggi in modo sicuro», spiega Casalaina. Infine, Agent Optimizer crea un feedback loop: valuta se l’agente funziona e modifica automaticamente il prompt, sempre con il consenso dell’utente.
Alla domanda se Microsoft sia un’azienda di modelli, di infrastruttura o di connettori, la risposta è secca: «Sì. Siamo l’hyperscaler. E siamo assolutamente impegnati nella scelta dei modelli.»
