Tomb Raider: Legacy of Atlantis – abbiamo provato il remake che fa rinascere un classico
30 anni dopo il debutto, Tomb Raider torna alle origini con Legacy of Atlantis, un remake che rilegge la prima avventura di Lara Croft con un gameplay profondamente rinnovato. Il gioco, sviluppato da Crystal Dynamics (storico custode della serie) e dallo studio newcomer Flying Wild Hog, arriverà il 12 febbraio 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X/S, PC e Nintendo Switch 2. Abbiamo provato un breve demo, e la sensazione è che il gioco voglia essere molto più di un semplice restauro.
Il primo impatto è sulla mobilità di Lara. Nell’originale del 1996 era lenta e legnosa, con un raggio di sterzata che ricordava più un transatlantico che un’esploratrice. La nuova Lara è leggera e scattante, con un salto fluttuante che ricorda più Princess Peach che Nathan Drake. All’inizio si fa fatica, soprattutto se si viene dalla trilogia Survivor (2013-2018) che aveva introdotto un controllo più adesivo. Ma dopo pochi minuti ci si abitua, e il risultato è una libertà di movimento che restituisce la sensazione di esplorare davvero l’ambiente, invece di percorrere un binario prestabilito.
Il demo si apre in una piccola area di giungla peruviana, con un classico puzzle a ingranaggi e acqua. Per aprirci la strada, Lara ha a disposizione un nuovo rampino da polso ispirato a Spider-Man. Non è un semplice uncino: nel breve tratto abbiamo potuto usarlo per oscillare su un fiume, strappare assi di legno da un ingranaggio, abbattere un peso e sfruttare l’altro capo di una leva per sollevarci. Sono meccaniche vecchie nel design, ma modernizzate dall’integrazione intelligente di questo strumento.
Altro segno di profondità è la presenza di collezionabili e uno scanner ambientale per trovare segreti. Nel demo il menu dell’albero delle abilità era bloccato, ma la sua sola esistenza conferma che la struttura va oltre il semplice remake lineare. Legacy of Atlantis è infatti ambientato nello stesso universo della trilogia Survivor: Lara non è al primo giro, e le sue competenze lo riflettono.
Il combattimento è dove si vede il cambio di passo più netto. Dopo il puzzle ci siamo trovati di fronte a un gruppo di Velociraptor, molto più aggressivi del Paddington Bear locale. Schivate, capriole e salti mortali per evitarli, e poi le iconiche doppie pistole a munizioni infinite. Il vero asso nella manica è il sistema Focus: eseguendo acrobazie ben sincronizzate e schivando i nemici al momento giusto si carica un indicatore, che con un tasto si trasforma in un bullet time in cui Lara si solleva in aria e spara a raffica con nemici quasi congelati. Sembra un mix tra il gun-fu giapponese e il sistema di Sucker Punch in Ghost of Tsushima. Siamo curiosi di vedere se nel gioco completo ci saranno usi più potenti di queste cariche.
La parte finale del demo è stata interrotta da uno dei momenti più iconici della serie: l’arrivo del T. rex. La scena è stata completamente rifatta: non più un semplice scontro a fuoco, ma una sequenza in fuga lungo un sentiero pericoloso, con slide, oscillazioni e arrampicate per sfuggire alla mascella del dinosauro. Il tutto è accompagnato dalla voce di Alix Wilton Regan, nuova doppiatrice di Lara, che trasmette un mix di confusione e disperazione. La fuga si conclude con Lara che precipita in un fiume, mentre il ponte di corda viene distrutto dal T. rex.
Il demo è stato breve ma intenso, e lascia intravedere una direzione chiara: unire il feeling classico dei movimenti di Lara a un approccio più moderno e dinamico al combattimento e all’esplorazione. Se il gioco finale manterrà le promesse, il 12 febbraio 2027 potrebbe essere una data importante per tutti i fan del genere.
