Agenti AI contro ricerca classica: lo studio Harvard-Perplexity misura l’autonomia
Un nuovo studio condotto da Perplexity in collaborazione con Harvard ha messo nero su bianco quello che molti sospettavano: gli agenti AI cambiano radicalmente il modo in cui si lavora. I dati, basati sull’uso reale di due prodotti Perplexity — Search (il motore di ricerca conversazionale) e Computer (l’agente che pianifica ed esegue task autonomamente) — mostrano un divario netto.
Lo studio ha analizzato 90 giorni di dati, dal 27 febbraio al 27 maggio 2026, confrontando oltre 10.000 coppie di query quasi identiche inviate ai due prodotti. Il risultato principale: Computer esegue 26 minuti di lavoro autonomo per sessione, contro i 33 secondi di Search. Un gap di 48 volte. Le mediane confermano il dato: 9 minuti contro 14 secondi.
Costo e qualità: il modello economico degli agenti
Lo studio propone un semplice modello: ogni task ha un numero di passi. Gli agenti hanno un costo fisso più alto (per la delega e la revisione), ma un costo marginale molto più basso per ogni passo eseguito. Il punto di pareggio è intorno ai 20 minuti: sotto, conviene cercare; sopra, conviene delegare all’agente.
La qualità non ne risente. Il tasso di insoddisfazione significativa è stato dell’1,3% per Computer, contro il 2,9% per Search (una riduzione del 55%). Inoltre, Computer ha attivato almeno un connettore esterno nel 7,9% delle sessioni, contro l’1,8% di Search.
Risparmi concreti: 87% di tempo in meno
Il confronto più interessante riguarda l’efficienza. Per un task medio, un umano che usa solo Search impiega in media 269 minuti. Con Computer, lo stesso task richiede 36 minuti. Il risparmio complessivo è dell’87% sul tempo e del 94% sui costi. Il costo per passo scende da 2,05 dollari (Search + umano) a 0,16 dollari (Computer + umano).
I ricercatori hanno anche calcolato che l’agente costa tra i 4 e i 10 dollari per task, mentre la ricerca tradizionale costa circa 0,05 dollari. Il risparmio complessivo è amplificato dal salario del professionista coinvolto.
Non solo velocità: cambia il tipo di lavoro
L’aspetto forse più sorprendente è che gli agenti non si limitano a velocizzare i task esistenti: cambiano ciò che gli utenti provano a fare. Le query di Computer attraversano più spesso i confini occupazionali: il 59% delle query riguardava competenze al di fuori della propria occupazione, contro il 50% di Search.
Inoltre, il livello cognitivo richiesto è più alto: il 76% delle query su Computer richiedeva pensiero di ordine superiore (analisi, valutazione, creazione), contro il 55% di Search. Il lavoro di livello “Creare” rappresentava il 50% delle query su Computer, contro il 26% su Search. In pratica, gli agenti spingono gli utenti a fare cose che non avrebbero nemmeno provato con la ricerca tradizionale: il 23% delle query su Computer riguardava task che gli stessi utenti non avevano mai inviato a Search.
