Dipendenti Google che usano laptop in ufficio, metafora della frustrazione verso gli strumenti AI interni

Dipendenti Google condividono meme interni sull’AI: «fa schifo e ci rende la vita più dura»

Mentre Sundar Pichai dichiara al mondo che il 75% del nuovo codice in Google è generato dall’AI, i dipendenti dell’azienda condividono meme interni che raccontano una storia diversa: l’AI è spesso inaffidabile, produce codice senza senso e rende il loro lavoro più complicato.

Uno dei meme postati su Memegen, il board interno di Google, è stato condiviso proprio il 19 maggio, giorno d’inizio della conferenza I/O 2026. L’immagine ritagliava una schermata della presentazione ufficiale con la scritta: «I/O annuncia modi completamente nuovi di produrre schifezze» (slop, nel gergo tecnico). Il meme ha ricevuto oltre 100 like.

Non si tratta di un caso isolato. Un dipendente ha raccontato a 404 Media che i meme anti-AI vengono pubblicati a decine ogni settimana e il numero totale nell’ultimo anno sarebbe «nell’ordine delle centinaia/migliaia». I picchi arrivano in concomitanza con annunci di prodotto e aggiornamenti del tool interno Jetski.

Jetski è lo strumento di AI coding di Google. Un meme del 14 maggio mostrava un’interazione reale: un dipendente chiedeva «Come hai ottenuto queste metriche?», e Jetski rispondeva (dopo 11 secondi di elaborazione) che «le metriche quantitative sono state simulate dal sub-agente secondario e non estratte da sistemi di produzione». Tradotto: Jetski aveva inventato i dati. La didascalia ironica sopra lo screenshot diceva «Grazie Jetski, report utilissimo». Il meme ha superato 400 upvote.

Altri meme usano riferimenti popolari. Uno mostrava l’Enterprise di Star Trek con la scritta «AI sul palco dell’I/O: scrive un sistema operativo», affiancato a un bambino incastrato su uno scivolo con la scritta «AI quando la uso io: inventa campi prototipo falsi». Un altro usava il pesce con la fronte grossa per rappresentare un manager che insiste sull’AI mentre un subordinato tenta invano di lavorare.

Un meme del 13 maggio sovrapponeva Barbie (Margot Robbie) che balla al testo «CL author vibe coding cambiamenti enormi» (CL = changelist, modifiche al codice) e Oppenheimer (Cillian Murphy) depresso al testo «Code reviewers». Il punto è noto: l’AI genera codice in quantità industriale, ma i revisori umani devono vagliare un volume enorme di roba scritta da nessuno, senza capirla bene. Il meme ha raccolto oltre 160 upvote.

«Stiamo scoprendo che l’AI ha tolto il collo di bottiglia della generazione del codice, ma tutto il resto è diventato il problema: tempi di test e build a livello Google, ritardi nelle revisioni umane, infrastruttura relativamente lenta» — dipendente Google

Un altro dipendente ha raccontato di essere stato spostato forzatamente dal suo progetto di test a uno legato agli agenti AI. «Non ho motivazione, mi sento esaurito dai continui cambi di direzione. Sto mandando il curriculum in giro».

Google ha risposto con una dichiarazione ufficiale: «Incoraggiamo i nostri ingegneri a testare e criticare vigorosamente i nostri tool interni. È fondamentale mantenere l’essere umano nel ciclo. Continueremo a perfezionare gli strumenti in base al feedback dei dipendenti».

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