Schermata di Instagram compromessa su smartphone

Due facce dell’AI: hack semplici su Instagram e l’effetto dei chatbot sul cervello

Questa settimana ha portato due notizie che mostrano i rischi dell’intelligenza artificiale su due fronti opposti: da un lato gli hacker, dall’altro la nostra mente.

Lunedì è emerso che degli aggressori hanno usato l’agente di supporto AI di Meta per rubare account Instagram. Il metodo è stato sorprendentemente semplice: hanno chiesto all’agente di collegare gli account a indirizzi email controllati da loro, e l’agente ha obbedito.

Da quando Anthropic ha annunciato che il suo modello Mythos era troppo abile nell’hacking per un rilascio generale, le preoccupazioni sulla sicurezza informatica si sono concentrate sul rischio che sistemi AI superpotenti travolgano le infrastrutture informatiche. Ma l’hack di Instagram dimostra che anche exploit molto più semplici possono causare danni reali. Man mano che le aziende delegano più lavoro all’AI, questi attacchi relativamente poco sofisticati diventano più difficili da ignorare. Leggi la storia completa.

Nel frattempo, Gloria Mark, psicologa della University of California, Irvine, teme che le tecnologie digitali stiano indebolendo le nostre capacità cognitive. La sua ricerca suggerisce che la durata dell’attenzione è diminuita drasticamente nel tempo, portando a maggiore stress e minori performance. Ora crede che strumenti AI come ChatGPT e Claude possano accelerare questo cambiamento.

«Stai delegando il lavoro cognitivo all’AI. E non fa bene».
— Gloria Mark

Secondo Mark, questo potrebbe indebolire il pensiero critico e l’intelligenza emotiva. Fortunatamente, ritiene che possiamo correggere la rotta cambiando il nostro rapporto con queste tecnologie. Scopri come l’AI potrebbe rimodellare attenzione e pensiero.

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