Scoperta la più antica prova di riproduzione sessuale e movimento negli animali
Una nuova scoperta nei Territori del Nord-Ovest del Canada ha portato alla luce i più antichi fossili che mostrano evidenze di riproduzione sessuale e locomozione negli animali. Risalgono a 567 milioni di anni fa, al periodo Ediacarano, e secondo lo studio pubblicato su Science Advances spostano indietro le origini del sesso animale di 5-10 milioni di anni.
I fossili provengono da un letto roccioso chiamato White Sea assemblage, finora noto solo in Russia, Asia e Australia. Mai trovato in Nord America prima di oggi. Tra le specie identificate c’è Aspidella, un animale simile a un disco volante con motivi concentrici, Dickinsonia, una creatura piatta senza bocca che assorbiva cibo dalla superficie inferiore, e grappoli tubolari di Funisia, che rappresentano la prova più antica di riproduzione sessuale negli animali.
I ricercatori guidati da Scott Evans dell’American Museum of Natural History hanno lavorato nel sito per soli cinque giorni nel 2024. Già il primo giorno hanno trovato Dickinsonia, una specie mai vista in Nord America. Le rocce accumulate per oltre un chilometro in quella zona offrono una finestra unica sull’evoluzione della vita complessa.
Sebbene la riproduzione sessuale si sia evoluta nei microbi circa due miliardi di anni fa, Funisia è il più antico esempio di sesso animale conservato nei fossili. I ricercatori ipotizzano che questi animali si riproducessero in massa, rilasciando spermatozoi e uova nell’acqua, una strategia ancora usata dai coralli. Le tracce di movimento di Dickinsonia e Kimberella sono invece la più antica evidenza di locomozione animale.
Tra i reperti spunta anche un minuscolo organismo non ancora identificato, forse una nuova specie, ma troppo deformato per essere classificato con certezza. Il team tornerà sul sito per cercare altri esemplari e capire come questi ecosistemi profondi abbiano favorito la comparsa della vita animale, un ruolo che in epoche successive toccherà invece alle acque costiere.
