Product placement nei videogiochi, proposta di Mark Darrah per ridurre i costi AAA

Ex-Dragon Age boss: «I videogiochi possono usare il product placement come i film per coprire i costi»

Mark Darrah, ex produttore esecutivo della serie Dragon Age in BioWare, ha suggerito che l’industria dei videogiochi dovrebbe guardare al mondo del cinema per trovare nuovi modi di finanziare i giochi AAA. In un video sulla monetizzazione dei videogiochi, Darrah ha citato un esempio concreto: il film live-action dei Puffi si è completamente ripagato grazie al product placement.

Lo sviluppo dei grandi titoli costa ormai centinaia di milioni di dollari. Per recuperare l’investimento, molti giochi puntano su elementi live-service e contenuti post-lancio. Ma non tutti i titoli possono sostenere questo modello. «La mia impressione è che il film live-action dei Puffi si sia ripagato interamente con il product placement», ha detto Darrah. «Il film è stato di fatto realizzato a costo zero semplicemente vendendo spazi pubblicitari. Mettetelo a confronto con il modo in cui i videogiochi guadagnano».

Darrah ha poi criticato la dipendenza eccessiva dalle microtransazioni. «L’eccessivo affidamento sulle microtransazioni enfatizza troppo certi generi e impedisce ad altri di prosperare. Non tutto può essere un live-service. Se la monetizzazione arriva principalmente dai servizi live, rischiamo di vivere in un mondo senza giochi AAA che non siano live-service. E non credo che nessuno di noi voglia vivere in un mondo del genere».

Il riferimento ai Puffi non è casuale: dimostra che il product placement può coprire l’intero budget di produzione. Attualmente, questa forma di finanziamento è marginale nei videogiochi, ma potrebbe diventare una leva importante per ridurre la pressione sui prezzi e sui modelli di business tradizionali.

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