Monopattini elettrici, l’RC obbligatoria penalizza lo sharing: premi fino a 5 volte più alti
Con l’entrata in vigore dell’obbligo di assicurazione Rc per i monopattini elettrici, gli operatori dello sharing denunciano un paradosso: i mezzi a noleggio, soggetti a controlli e standard di sicurezza molto più stringenti, pagano polizze fino a cinque volte più care rispetto ai veicoli privati. A lanciare l’allarme è Assosharing, l’associazione che riunisce gli operatori della mobilità condivisa in Italia.
I monopattini in sharing sono tutti in regola. Quelli privati, invece, per lo più no. «Da oggi chi vede un monopattino in sharing per strada ha una certezza: è in regola al cento per cento. Targa, assicurazione, manutenzione quotidiana, velocità limitata a norma di legge via software, arresto automatico all’ingresso delle aree pedonali», spiega il presidente di Assosharing Luigi Licchelli. «Se invece il monopattino è privato, in regola è appena uno su dieci».
I numeri del ministero confermano: 133mila targhe rilasciate su circa un milione di monopattini in circolazione. La targa è il presupposto per stipulare la polizza di responsabilità civile (Rc). «Tolti i nostri 60mila mezzi in sharing, ai privati ne restano poco più di 70mila: meno di uno su dieci. E senza targa non si può nemmeno stipulare la polizza», osserva Licchelli.
Perché le polizze per lo sharing costano di più
Il nodo sono i premi assicurativi. Con il passaggio delle coperture per i monopattini elettrici sotto il ramo Rc Auto, lo stesso delle auto e moto, i costi per le società di sharing sono esplosi. «Il costo annuo per gli operatori è lievitato fino a cinque volte, a parità di massimali», denuncia Assosharing.
Il confronto è netto: «Un privato può arrivare a pagare anche 35 euro, a noi vengono proposte condizioni che partono da circa 100 euro a mezzo: di più, per i mezzi più controllati e sicuri. Un’asimmetria senza giustificazioni tecniche», dice Licchelli. Il paradosso è che i monopattini in sharing, con targa, assicurazione, limitatori di velocità, manutenzione periodica e blocco automatico nelle aree pedonali, sostengono un costo unitario molto più alto dei mezzi privati, dove la conformità alle regole resta minoritaria.
Sicurezza: nessun grave incidente dallo sharing dal 2021
Assosharing lega il tema dei costi a quello della sicurezza stradale. «Dal 2021 non si registra un solo incidente grave sui monopattini in sharing, gli incidenti gravi riguardano i mezzi privati, quelli che nessuno controlla», afferma Licchelli. Secondo l’associazione, il fattore chiave non è l’assicurazione ma il controllo tecnologico: limiti di velocità via software, sistemi di geofencing che bloccano il veicolo nelle aree pedonali, verifiche quotidiane. «La sicurezza non la fa la polizza: la fa la tecnologia», sintetizza.
L’aumento dei costi assicurativi non è solo un problema di bilancio. Secondo Assosharing, oltre 2.000 posti di lavoro sono a rischio nell’intero ecosistema della mobilità condivisa: gestione flotte, manutenzione, redistribuzione, customer care. Senza un riequilibrio nei costi regolatori e assicurativi, il modello economico del settore diventa difficilmente sostenibile.
