Lego investe 400 milioni di dollari in Messico: 1.300 nuovi posti di lavoro
Un nuovo edificio per l’imballaggio e un magazzino automatizzato nello stato di Nuevo León. Lego investe 400 milioni di dollari — circa 370 milioni di euro — per ampliare la produzione in Messico, con oltre 1.300 nuovi posti di lavoro.
Il magazzino automatizzato gestisce stoccaggio e movimentazione delle merci attraverso sistemi robotizzati e software di controllo, e serve ad aumentare efficienza e velocità delle operazioni logistiche. L’investimento finanzia anche nuove infrastrutture industriali accanto a quelle già presenti nel polo manifatturiero messicano.
Nancy Sánchez Moya, direttrice generale e vicepresidente senior della produzione per le Americhe di Lego, ha spiegato che l’espansione risponde al rapido progresso del gruppo nella regione:
«Quello che annunciamo oggi non è un progetto isolato, è il capitolo successivo di una storia di crescita per il Gruppo Lego che abbiamo costruito nello stato di Nuevo León»
Il Messico è da anni uno snodo strategico per le multinazionali manifatturiere, grazie alla vicinanza con gli Stati Uniti e a una rete produttiva in continua espansione. Il piano di Lego si inserisce in questa logica: rafforzare capacità produttiva e logistica al servizio soprattutto del mercato americano.
Fornitori locali e filiera
Un elemento centrale del piano riguarda la rete dei fornitori. Lego acquista già oltre il 90% dei materiali necessari alla produzione da aziende messicane e prevede che questa rete cresca di un ulteriore 30%.
Per l’economia del territorio significa più opportunità per le imprese della filiera: dai produttori di componenti plastici ai fornitori di servizi logistici e industriali. Quando una grande multinazionale amplia la propria base produttiva, tende a coinvolgere maggiormente il tessuto locale, con contratti di fornitura, trasferimento di competenze e standard qualitativi più elevati.
Gioco, sviluppo e visione aziendale
Alla presentazione è intervenuta anche la presidente messicana Claudia Sheinbaum, che ha richiamato il valore sociale del settore dei giocattoli: «Qualsiasi attività legata allo sviluppo psicomotorio e cognitivo dei bambini è importantissima». Sánchez Moya ha poi ribadito la visione di Lego: «Diciamo che non facciamo giocattoli, noi creiamo esperienze di gioco, perché siamo convinti che la creatività e il gioco fisico continuino a essere molto importanti per lo sviluppo di tutti i bambini e le bambine».
Il riferimento al gioco fisico tocca un tema centrale per l’industria. Mentre il digitale aumenta il suo peso nell’intrattenimento infantile, gruppi come Lego continuano a puntare sulle attività manuali e creative per lo sviluppo cognitivo e psicomotorio, un elemento che sostiene la domanda di prodotti tradizionali come i mattoncini.
