Fisco e intelligenza artificiale: come funzionerà il nuovo sistema contro l’evasione
Il fisco italiano userà più intelligenza artificiale e farà dialogare tra loro le banche dati, ma senza automatismi nelle decisioni. Il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo ha illustrato le linee guida in audizione davanti alla commissione Anagrafe tributaria, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’evasione fiscale.
Più IA e banche dati, ma senza automatismi
Dentro la riforma fiscale, ha spiegato Leo, si sta dando «particolare enfasi» alla tecnologia, in particolare a intelligenza artificiale e interoperabilità delle banche dati. Significa che le diverse basi dati pubbliche — quelle dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS o di altre amministrazioni — potranno dialogare tra loro in modo coordinato, così da incrociare più facilmente le informazioni sui contribuenti e individuare anomalie o situazioni a rischio evasione.
L’obiettivo dichiarato è «far ricorso all’Intelligenza artificiale attraverso l’utilizzo dell’interoperabilità delle banche dati e poi attraverso la semplificazione del sistema dare maggior risalto e impulso allo scambio di informazioni». Il tutto, ha precisato, «nel rispetto delle regole della privacy come stabilito a livello sia interno che europeo».
Secondo il viceministro, le tecnologie informatiche servono ad accelerare la «possibilità di risposta da parte dell’amministrazione finanziaria», cioè a ridurre i tempi con cui il fisco analizza i dati, effettua controlli mirati e interagisce con i contribuenti.
«In ogni caso, anche se ci si avvale di queste procedure informatizzate, tecnologie e via dicendo, l’uomo sarà sempre fondamentale: non ci saranno automatismi».
Leo ha ribadito che la «regia dell’uomo» resta centrale e che si sta cercando «il modo migliore per poter accelerare sul versante della conoscenza informatica, ma non privare l’amministrazione finanziaria di un controllo successivo». Nelle decisioni finali, ha assicurato, «ci sarà sempre l’intervento dell’uomo».
Codice tributario unico entro ottobre
L’uso delle nuove tecnologie si intreccia con il percorso di riforma fiscale complessiva. «L’epilogo della riforma fiscale sarà il codice tributario su cui stiamo lavorando e penso che entro ottobre saremo in grado di portarlo in consiglio dei ministri», ha annunciato Leo. Il codice tributario è un testo organico che raccoglie e ordina in modo sistematico le principali norme fiscali, per ridurre la frammentazione normativa, rendere il sistema più leggibile a contribuenti e professionisti e semplificare gli adempimenti.
Per agevolare l’applicazione delle nuove disposizioni contenute nei testi unici arriva un nuovo software, che sarà presentato «tra qualche settimana». Lo strumento metterà a disposizione le tabelle di concordanza, schemi che mostrano la corrispondenza tra vecchi e nuovi articoli di legge e permettono al contribuente di individuare con facilità la nuova disposizione corrispondente alle vecchie norme.
101 miliardi recuperati nel triennio
Un capitolo centrale dell’audizione è stato dedicato ai risultati della lotta all’evasione, cioè al recupero di imposte non versate grazie a controlli, incrocio di dati e strumenti di contrasto all’illegalità. Leo ha ricordato che «il trend di recupero di evasione grazie anche all’innovazione tecnologica mostra che nel 2023 abbiamo recuperato 31,4 miliardi di euro, nel 2024 33,4 miliardi, nel 2025 36,1 miliardi».
Nel complesso, ha evidenziato il viceministro, «nel triennio 2023-25 abbiamo fatto un recupero, grazie anche all’utilizzo di questi strumenti, di 101 miliardi, un record assoluto». E «da inizio legislatura i risultati sono stati molto molto importanti».
Secondo il quadro tracciato dal governo, l’uso sempre più strutturato di tecnologie avanzate — inclusa l’intelligenza artificiale — e l’interconnessione delle banche dati aumentano l’efficacia dell’azione di contrasto all’evasione, mantenendo però una forte centralità del controllo umano e della tutela della privacy.
