Credito al consumo verso 178 miliardi: quanto pesa sui bilanci delle famiglie italiane
Le famiglie italiane hanno in essere finanziamenti al consumo per quasi 178 miliardi di euro, il 62% in più rispetto a nove anni fa. È la stima dell’ufficio studi della Cgia di Mestre, che traduce la crescita in circa 68 miliardi di euro di debito aggiuntivo. Nel conteggio rientrano prestiti personali, carte revolving, dilazioni su auto, elettrodomestici, arredi, studi e cure mediche — non i mutui casa.
L’esposizione media per famiglia si attesta a 6.657 euro, in aumento del 4,9% rispetto all’anno precedente. È una media che comprende sia i nuclei con debiti di consumo sia quelli che non ne hanno: serve a dare la misura del fenomeno, non a descrivere la singola famiglia, e nasconde differenze ampie tra territori.
Che cosa si intende per credito al consumo
L’espressione indica i finanziamenti concessi da banche e società finanziarie alle famiglie per spese diverse dall’acquisto della casa: auto, elettrodomestici, arredi, studio, cure mediche, ma anche dilazioni di pagamento tramite carte di credito revolving o prestiti personali. Sono debiti a breve o medio termine, distinti dai mutui immobiliari, che si sommano al carico di rate mensili a cui molti nuclei devono far fronte.
Dove pesa di più: regioni e province
La classifica regionale mette in testa l’Umbria, con 7.514 euro per nucleo familiare e una crescita del 5,1% rispetto al 2024. Seguono Toscana e Sicilia, entrambe sopra i 7.300 euro. In coda il Trentino Alto Adige, con 3.824 euro, ma con la variazione annua più alta tra le regioni meno esposte (+5,7%).
- Umbria: 7.514 euro per famiglia, +5,1%
- Toscana: 7.399 euro, +5,6%
- Sicilia: 7.383 euro, +4,5%
- Friuli Venezia Giulia: 5.845 euro, +4,9%
- Basilicata: 5.536 euro, +3,7%
- Trentino Alto Adige: 3.824 euro, +5,7%
A livello provinciale il primato spetta a Siracusa, con 8.437 euro per famiglia (+4%). Dietro di lei Massa-Carrara (8.373 euro, +5,8%), Lodi (8.280 euro, +6,5%) e Pistoia (8.168 euro). Pistoia e Ravenna registrano anche il balzo annuo maggiore, +7,1%. Le province meno esposte sono Trento (4.524 euro), Sondrio (4.400 euro) e Bolzano (3.106 euro).
Il debito complessivo: 612,6 miliardi tra prestiti e mutui
Il credito erogato dalle sole banche alle famiglie ammonta a 127 miliardi di euro. Sommando i 447,5 miliardi di mutui per l’acquisto di casa — che coinvolgono 3,8 milioni di famiglie — il debito complessivo arriva a 612,6 miliardi di euro. Nel 2025 sono stati accesi 382.389 mutui, quasi un quarto in Lombardia (93.994), seguita da Veneto (39.753) ed Emilia Romagna (38.453).
Taeg in salita: dal 7,64% al 10,38%
Il costo del credito al consumo ha seguito un percorso netto. Il Taeg — l’indicatore che include interessi e spese accessorie — è passato dal 7,64% del 2021 al 10,16% del 2023, per poi restare attorno al 10% e arrivare al 10,38% a luglio. Tra la fine del 2025 e luglio, mentre il Taeg sui mutui è rimasto stabile, quello del credito al consumo è salito di 41 punti base.
Dietro c’è la stretta della Bce contro l’inflazione. Il tasso sui rifinanziamenti, con cui la banca centrale presta liquidità agli istituti, è oggi al 2,65%. Quando il costo del denaro per le banche sale, gli istituti trasferiscono parte del rincaro sui tassi applicati a famiglie e imprese, e i finanziamenti brevi come quelli al consumo ne risentono più degli altri.
Cosa significa per il risparmiatore
- Chi ha in corso un finanziamento al consumo dovrebbe sapere che il Taeg medio è passato dal 7,64% del 2021 al 10,38% di luglio: su un prestito residuo di 10.000 euro sono diverse centinaia di euro di interessi in più all’anno.
- Per i prestiti legati a carte revolving il costo segue l’andamento del tasso sui rifinanziamenti Bce, oggi al 2,65%: conviene chiedere all’istituto il Taeg effettivo applicato prima di consolidare il debito.
- La rinegoziazione e la surroga restano le strade pratiche per ridurre il costo del debito: si attivano in banca o tramite broker, presentando lo stato dei finanziamenti in corso.
- Chi valuta un nuovo prestito personale trova le offerte più convenienti confrontando il Taeg e non il Tan: il primo include spese di istruttoria, commissioni e assicurazioni accessorie.
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