JPMorgan vede Bitcoin al 10% annuo, ma aumentano i rischi regolamentari

JPMorgan stima rendimenti del 10% annuo per Bitcoin, mentre la stretta normativa cambia i conti

Il 10% annuo che JPMorgan attribuisce a Bitcoin per il prossimo decennio è più alto del rendimento che la banca si aspetta da azioni USA, obbligazioni e oro. È la prima volta che la criptovaluta entra nel suo outlook di lungo periodo sui mercati dei capitali, e gli analisti accompagnano la stima con due avvertenze: la volatilità resta elevata e le correlazioni con gli altri asset cambiano nel tempo. Nei portafogli tradizionali, per ora, Bitcoin viene trattato come componente satellite e non come pilastro della diversificazione.

Nel breve periodo il quadro è contrastato. Gli ETF spot su Bitcoin registrano il maggiore afflusso netto da quasi un mese, ma il prezzo è scivolato fino a circa 81.400 dollari, appesantito dalla debolezza dei listini asiatici, in particolare dei titoli legati all’AI.

ETF: un solo prodotto regge gli afflussi

Il nuovo fondo proposto da BlackRock punta, secondo la documentazione, a proteggere gli investitori da una parte delle perdite. Il modello si ispira a prodotti simili di Calamos che, con strategie difensive, hanno evitato drawdown vicini al 50% nell’ultima correzione. Non tutti gli emittenti seguono la stessa strada: i dati recenti mostrano che l’afflusso netto del comparto è stato sostenuto quasi interamente dal prodotto di BlackRock, mentre ETF rivali come quelli di Fidelity e Grayscale hanno registrato deflussi.

Sul fronte corporate resta aperto il nodo della governance. Secondo Michael Tanguma, CEO di Onramp, le aziende faticano a mettere Bitcoin in bilancio perché non è sempre chiaro chi controlli effettivamente i fondi, chi approvi i movimenti e come se ne dimostri la presenza in modo conforme agli standard di audit societario.

Kazakistan, Francia e le obiezioni sulla tokenizzazione

In Kazakistan un tribunale ha vietato a Coinbase e ad altri cinque operatori di offrire servizi crypto non autorizzati all’interno dell’Astana International Financial Centre. La misura è circoscritta all’area dell’AIFC, ma conferma la tendenza dei regolatori a chiudere gli spazi per chi opera senza licenza.

In Francia il Parlamento ha approvato l’emendamento I-3898: dal 2027 sparisce il differimento fiscale per le operazioni su stablecoin conformi al MiCA, e alle plusvalenze si applica un’aliquota del 31%. Per gli analisti il cambio di regime può pesare sulla convenienza percepita delle stablecoin come strumento di gestione della liquidità in euro.

La tokenizzazione dei titoli azionari, intanto, incontra resistenze. Microsoft, Alphabet e Goldman Sachs si sono aggiunti alla lista di emittenti che hanno espresso obiezioni alla quotazione dei propri titoli sulla piattaforma di trading di azioni tokenizzate proposta da OKX e ICE sotto supervisione SEC.

Su un lato Bitcoin è sempre più integrato nei modelli di lungo periodo delle grandi banche e nelle soluzioni d’investimento regolamentate; sull’altro crescono la pressione normativa e gli interrogativi su governance e adozione aziendale. Per diversi analisti i prossimi mesi diranno se i rendimenti attesi compensano tassazione più severa, nuovi vincoli e una domanda che potrebbe rallentare se i listini globali peggiorano.

Cosa significa per il risparmiatore

  • Il 10% annuo è una media stimata su dieci anni, non un rendimento garantito: JPMorgan colloca Bitcoin tra le componenti satellite, quindi il peso in portafoglio conta più del singolo dato.
  • Gli ETF spot restano lo strumento più usato per un’esposizione regolamentata, accessibile tramite broker e banche che li quotano. Chi li segue dovrebbe sapere che gli afflussi recenti sono concentrati su un solo emittente, BlackRock, mentre Fidelity e Grayscale segnano deflussi.
  • Chi usa stablecoin per gestire liquidità in euro deve guardare a Parigi: dal 2027 le plusvalenze sulle stablecoin conformi al MiCA vengono tassate al 31%, senza differimento. La misura riguarda la Francia, ma incide sulla convenienza percepita delle stablecoin in euro secondo gli analisti.
  • Sulle azioni tokenizzate le obiezioni di Microsoft, Alphabet e Goldman Sachs indicano che la quotazione su piattaforme come quella proposta da OKX e ICE non è automatica: serve il via libera degli emittenti, oltre a quello della SEC.

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