Bitcoin risale sopra 64.000 dollari, ma le banche puntano decise sulla finanza tokenizzata
Bitcoin è risalito sopra i 64.000 dollari dopo la pubblicazione dei dati CPI di giugno, che hanno mostrato un calo dello 0,4% — il più debole dal 2020. Il dato ha raffreddato le attese di nuovi rialzi dei tassi Federal Reserve, favorendo il rimbalzo. Ma gli analisti restano cauti: quota 64.000 viene considerata una resistenza chiave, con il rischio di nuovi rifiuti di prezzo.
I segnali tecnici di lungo periodo sono contrastanti. L’RSI a due mesi sta ricalcando i precedenti cicli ribassisti, e alcune previsioni estreme ipotizzano che il vero minimo di mercato non arriverà prima del 2026. Intanto i dati on-chain indicano una rotazione: i long-term holder stanno trasferendo gradualmente l’offerta a nuovi acquirenti, in un contesto appesantito da tensioni geopolitiche USA-Iran e da movimenti di Bitcoin ed Ether sequestrati dal governo americano verso Coinbase Prime.
Sul fronte delle stablecoin, cresce la pressione competitiva. La banca giapponese Mizuho ha declassato Circle a “underperform”, tagliando il prezzo obiettivo a 50 dollari, citando il potenziale impatto del nuovo stablecoin Open USD — il suo modello di condivisione del rendimento potrebbe comprimere i margini di USDC. Anche JPMorgan segnala che piattaforme come Hyperliquid, in partnership con Circle e Coinbase, creano un “dilemma del prigioniero” sulle commissioni e sulla distribuzione dei proventi delle riserve in dollari.
Non mancano però segnali di integrazione nell’economia reale. Il circuito di carte giapponese JCB collaborerà con Circle per portare USDC presso circa 40 milioni di esercenti, specialmente per pagamenti cross-border. Secondo gli osservatori, la partita delle stablecoin si gioca ormai nell’intero sistema dei pagamenti globali.
Dal lato istituzionale, la Banca Centrale Europea ha selezionato gruppi come Deutsche Bank e Revolut per il nuovo pilota sul digital euro, che testerà un prototipo per pagamenti online, offline, in-store ed e-commerce. Stati Uniti e Regno Unito hanno annunciato una roadmap congiunta per allineare le regole sulla finanza tokenizzata, con l’obiettivo di ridurre gli attriti regolamentari.
Fidelity International segnala che per i grandi fondi pensione il vero valore dei fondi tokenizzati sta nella gestione del bilancio — liquidità, collateral, regolamenti più rapidi — più che nella negoziazione 24/7. Lo spin-off della Ethereum Foundation, EthSystems, punta a offrire soluzioni di privacy su blockchain alle banche. Colossi del mining come Hut 8 vedono i loro obiettivi di prezzo alzati da Benchmark fino a 165 dollari, grazie al pivot verso infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Il mercato resta diviso tra volatilità di breve — legata a inflazione, politica monetaria e tensioni geopolitiche — e un processo strutturale di integrazione delle tecnologie crypto nelle infrastrutture finanziarie globali. Il rimbalzo di Bitcoin sopra i 64.000 dollari riflette il primo fronte; la corsa di banche, governi e grandi gestori alla tokenizzazione racconta un cambiamento di lungo periodo che, secondo molti osservatori, continuerà anche oltre il prossimo ciclo di prezzo delle criptovalute.
