Audi cambia strategia: dal global car alle auto pensate per un mercato alla volta
L’idea dell'”auto globale”, progettata per andare bene in tutti i mercati con l’obiettivo di ammortizzare i costi di sviluppo, è stata un pilastro dell’industria automobilistica dei primi anni 2000. Oggi, tra tensioni commerciali, conflitti e le conseguenze della pandemia, quel modello non regge più. E Audi lo ha capito.
Ne abbiamo parlato con Gernot Döllner, CEO di Audi AG, durante un evento a Monaco di Baviera. “Con Audi dobbiamo essere flessibili a livello globale”, ci ha detto. E il nuovo SUV Q9 è l’esempio perfetto di questa nuova filosofia: “È la prima volta che le esigenze del mercato americano sono state al centro dello sviluppo di un nostro modello. Il Q9 è dedicato agli Stati Uniti. Il lancio è globale, ma parte dagli USA e resterà il mercato di riferimento per volumi”.
Tradotto in dettagli concreti, significa portelloni più intelligenti? No, il contrario. Audi ha rinunciato ai pannelli porta smart visti su A5, A6 e Q5 per tornare a interruttori fisici dedicati. Il sistema di climatizzazione, i sedili e il tetto sono stati ottimizzati pensando al cliente americano. E sì, anche i portabicchieri sono più grandi, per reggere quelle borracce termiche isolate che vanno tanto di moda negli States.
Un cambio di rotta netto, che mostra come Audi stia ripensando il rapporto tra prodotto e mercato, one-to-one.
