Node, il polo Nextchem da 45 milioni a Roma dove la ricerca diventa impianto
Il nuovo polo si chiama Node e sorge alla Tiburtina Valley, a Roma: oltre 6mila metri quadrati, di cui circa 1.500 dedicati ai laboratori e 15 stalli per impianti pilota su scala semi-industriale. L’investimento è di 45 milioni di euro. A realizzarlo è Nextchem, società del gruppo Maire che sviluppa tecnologie per la transizione energetica.
L’obiettivo dichiarato è colmare un passaggio che di solito blocca l’innovazione industriale: portare una tecnologia che funziona in laboratorio a essere affidabile, replicabile e conveniente su scala produttiva. Node sta in mezzo, tra la provetta e la fabbrica. Negli stalli si verificano continuità del processo, consumi, resa, qualità del prodotto e integrazione con gli impianti già esistenti. Se una soluzione regge queste condizioni, ha senso costruirci sopra un business; altrimenti si torna in laboratorio.
Idrogeno verde, combustibili sostenibili e recupero di risorse
La piattaforma nasce per accelerare processi in tre ambiti diventati centrali nelle strategie energetiche e industriali:
- Idrogeno verde: idrogeno prodotto con energia da fonti rinnovabili, per ridurre le emissioni rispetto alla produzione tradizionale.
- Combustibili sostenibili: alternative ai carburanti fossili pensate per i comparti dove l’elettrificazione è più complicata.
- Recupero delle risorse: tecnologie per riutilizzare materiali e materie prime, riducendo sprechi e dipendenze nelle filiere.
Il modello di lavoro mette insieme ricerca applicata, laboratori e impianti pilota. L’idea è tagliare i tempi che separano una tecnologia matura in laboratorio dalla sua commercializzazione.
Al taglio del nastro ministri, Regione e Comune
All’inaugurazione hanno partecipato i ministri Adolfo Urso e Matteo Piantedosi, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il fondatore e presidente di Maire Fabrizio Di Amato e il managing director di Nextchem Fabio Fritelli.
Il luogo non è casuale: in via di Vannina, quarant’anni fa, è iniziata la storia di Maire. Durante l’evento Di Amato ha richiamato la tradizione della chimica italiana e l’ambizione di unire innovazione tecnologica e capacità realizzativa.
«Io ho un sogno, che è quello di vedere la Montecatini del terzo millennio»
Fritelli ha sottolineato la vocazione internazionale delle tecnologie sviluppate nel centro: «Quello che si cucina nelle nostre cucine ha un pubblico mondiale». Urso ha indicato nella ricerca sui nuovi materiali e nel recupero delle materie prime critiche due opportunità strategiche per il Paese. Piantedosi ha parlato di «polo di eccellenza per la ricerca energetica», collegandolo anche alla sicurezza nazionale.
Cento professionisti, trecento nell’indotto, sei centri in Europa
Node impiegherà circa 100 professionisti, con un indotto stimato di 300 addetti. Il polo fa parte di una rete europea di sei centri di ricerca distribuiti tra Italia, Svizzera, Paesi Bassi e Germania, con investimenti complessivi per circa 125 milioni di euro e 250 professionisti dedicati alla ricerca. L’ambizione dichiarata è fare della Tiburtina Valley un distretto capace di collegare formazione, ricerca e industria, con competenze tecniche che restano sul territorio.
