Bitcoin e lingotti d'oro: la criptovaluta segue il bene rifugio mentre il Brent supera i 100 dollari

Bitcoin tra oro e petrolio a 100 dollari: le banche accelerano sulle stablecoin

Nelle ultime sedute Bitcoin è salito fino a circa 79.700 dollari, nello stesso momento in cui il Brent superava quota 100 dollari al barile. Sullo sfondo ci sono i raid iraniani e il calo degli indici azionari europei. In questa fase la criptovaluta più capitalizzata si muove più come un bene rifugio che come asset speculativo: secondo gli analisti traccia l’andamento dell’oro più da vicino di quello delle Borse.

La lettura che circola tra gli operatori è che Bitcoin stia consolidando la narrativa di bene rifugio digitale nei periodi di stress geopolitico e valutario. La correlazione non è stabile e dipende dal contesto macro: resta uno dei punti più discussi del mercato.

U.S. Bank e PayPal spingono le stablecoin bancarie

Il quinto istituto commerciale statunitense per dimensioni, U.S. Bank, ha completato un test di pagamento transfrontaliero con la propria stablecoin USBDC. Gli usi esplorati riguardano la tesoreria, la gestione della liquidità e il collateral.

In parallelo PayPal ha ampliato le sue infrastrutture di pagamento in stablecoin con la piattaforma di emissione PYUSDx, che permette a sviluppatori e aziende di creare token agganciati a PayPal USD (PYUSD) per casi d’uso nei pagamenti digitali.

Il dollaro domina, l’euro prova a svegliarsi

Le analisi sul fronte valutario mostrano uno squilibrio netto. Il dollaro domina l’economia crypto con un rapporto di circa 3 a 1 rispetto all’euro nel mondo tradizionale; onchain il divario sale a oltre 300 a 1.

Le stablecoin legate all’euro valgono circa 711 milioni di euro, meno dell’1% dell’offerta totale. È una forte dipendenza dai token in dollari, che si trascina da anni.

Secondo diversi operatori il divario può però ridursi. I fattori citati:

  • l’entrata a regime di MiCA, il quadro regolamentare europeo sulle stablecoin;
  • nuove infrastrutture DeFi denominate in euro, come vault e soluzioni di pagamento;
  • canali bancari migliori, che rendono più naturale per aziende e investitori europei operare onchain nella propria valuta.

L’outlook condiviso da molti analisti è quello di un mercato crypto più istituzionale e meno dipendente dai soli investitori retail. L’incertezza resta alta: la correlazione di Bitcoin con l’oro cambia con il contesto geopolitico, e l’equilibrio tra stablecoin in dollari e in euro dipende da regolamentazione, tassi di interesse e sviluppo dei servizi DeFi.

Cosa significa per il risparmiatore

  • Chi usa stablecoin per pagamenti o tesoreria ha oggi quasi solo strumenti in dollari: i token in euro valgono circa 711 milioni, meno dell’1% del totale.
  • Con MiCA in vigore gli emittenti che operano nell’Unione europea devono rispettare regole comuni: per chi tiene stablecoin in euro l’elemento da seguire è l’arrivo di nuovi emittenti autorizzati e di canali bancari dedicati.
  • Chi ha Bitcoin in portafoglio dovrebbe sapere che la correlazione con l’oro non è stabile: sale nei momenti di stress geopolitico come quello attuale, con il Brent sopra i 100 dollari, e può ridursi quando la tensione cala.
  • Le stablecoin non sono depositi bancari: non esiste un fondo di tutela che garantisca il rimborso, e il test transfrontaliero di U.S. Bank con USBDC resta per ora una sperimentazione interna, non un servizio aperto ai clienti.

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