Volkswagen, il CEO Blume frena sulle chiusure in Germania: priorità ai tagli dei costi
Volkswagen non chiuderà stabilimenti in Germania per tagliare i costi. Lo ha detto l’amministratore delegato Oliver Blume in un’intervista a Bild am Sonntag, dopo che le voci di possibili chiusure avevano acceso tensioni con il potente sindacato dei metalmeccanici tedeschi.
Blume ha spiegato che il gruppo vede soluzioni più intelligenti rispetto allo stop degli impianti produttivi. Lo scorso anno il costruttore è già riuscito a ridurre i costi negli stabilimenti tedeschi di un quinto, un risultato che il manager definisce un grande progresso. «I nostri prodotti sono molto popolari, ma non ne ricaviamo abbastanza», ha detto Blume. «Dobbiamo continuare a tagliare i costi in ogni ambito».
La strategia non si ferma al contenimento delle spese operative. Per migliorare i margini, l’azienda punta ad aumentare i volumi per modello attraverso una sistematica razionalizzazione del portafoglio prodotti. Meno modelli, più unità vendute per ciascuno: questo permette di sfruttare le economie di scala, spalmando i costi fissi su più veicoli e riducendo il costo medio per auto.
Il messaggio vuole anche placare le tensioni sindacali. In Germania, il sindacato dei metalmeccanici ha un ruolo decisivo nelle grandi aziende industriali. Rassicurare sulle chiusure significa evitare un’escalation con i rappresentanti dei lavoratori, pur confermando la necessità di proseguire con l’efficienza. Per Volkswagen, la sfida resta quella di competere sui mercati globali nella transizione all’elettrico, senza ricorrere a misure traumatiche per l’occupazione.
