Borse europee in ordine sparso: pesano Fed, inflazione e tensioni sullo Stretto di Hormuz
Le Borse europee chiudono in ordine sparso, con debolezza diffusa a Parigi (-
0,79%), Londra (-0,18%) e Madrid (-0,21%), mentre Francoforte resiste con un timido +0,18%. In una seduta dominata dalle attese sulle banche centrali e dalle tensioni in Medio Oriente, gli investitori restano in attesa di segnali chiari.
Fed e inflazione: il ruolo della forward guidance
Dopo la pubblicazione degli ultimi dati sull’inflazione (l’aumento generalizzato dei prezzi al consumo), l’attenzione si è concentrata sulle possibili evoluzioni dei tassi d’interesse. Al centro del dibattito la Federal Reserve, la banca centrale americana, e le dichiarazioni del suo presidente Kevin Warsh dal forum di Sintra. Warsh ha ribadito la volontà di non fornire una forward guidance — le indicazioni prospettiche sulla probabile traiettoria dei tassi. Quando questa guida viene meno, per gli investitori aumenta l’incertezza sulle prossime decisioni di politica monetaria.
Tensioni geopolitiche: fari sullo Stretto di Hormuz
Accanto al tema delle banche centrali, i mercati hanno guardato al Medio Oriente e, in particolare, alle mosse di
USA e Iran riguardo allo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il traffico di petrolio. Eventuali problemi alla navigazione in quest’area potrebbero avere ripercussioni rilevanti sui flussi energetici globali e, di riflesso, sui prezzi del greggio e sull’andamento dei listini.
Il quadro finale è quello di un equilibrio delicato: da un lato l’incertezza sulle prossime mosse delle banche centrali, dall’altro le preoccupazioni geopolitiche legate al Medio Oriente.
