Pallone Adidas Trionda del Mondiale 2026 in test aerodinamico in galleria del vento

Perché il pallone del Mondiale 2026 potrebbe penalizzare i tiri da lontano

Il pallone ufficiale del Mondiale 2026 si chiama Trionda, lo produce Adidas e ha un design a quattro pannelli con scanalature profonde e i simboli delle tre nazioni ospitanti (Stati Uniti, Canada, Messico). Un gruppo di ricercatori che da vent’anni studia la fisica dei palloni dei Mondiali l’ha messo in galleria del vento e ha scoperto un compromesso interessante: è più stabile in volo, ma i calci da lontano potrebbero arrivare qualche metro più corti.

«Il quadro è semplice: il Trionda penalizza leggermente le distanze estreme, ma premia la tecnica pulita e un volo prevedibile», spiega John Eric Goff, fisico dello sport della Purdue University. «Portieri, difensori che lanciano lunghi e tiratori da fuori area sono i primi in cui cercherei differenze visibili».

L’evoluzione dei palloni Mondiali

Adidas progetta un nuovo pallone per ogni Coppa del Mondo dagli anni Settanta. Per decenni i cambiamenti sono stati soprattutto estetici (dai motivi aztechi del 1986 alle grafiche spaziali del 1994), con modifiche strutturali minori come la gommapiuma o la resistenza all’acqua. Poi nel 2006 arrivò il +Teamgeist: 14 pannelli curvi incollati a caldo invece di cuciti. Da lì in poi il numero di pannelli è sceso progressivamente.

Come funziona la crisi di resistenza

I ricercatori dell’Università di Tsukuba (Giappone) montano il pallone su un’asta metallica collegata a uno strumento che misura resistenza e portanza aerodinamiche a velocità comprese tra 7 e 35 metri al secondo — quelle reali di gioco. I test per il Trionda sono limitati: ogni prova distrugge il pallone, che costa 170 dollari.

Il parametro chiave è la crisi di resistenza: a una certa velocità il coefficiente di drag aumenta improvvisamente, il pallone rallenta bruscamente e la traiettoria diventa imprevedibile. Più la superficie è liscia, più questa transizione avviene ad alta velocità. Per questo i golfisti hanno le palline con le fossette e i baseball le cuciture: servono a spostare la crisi a velocità più basse.

Il famigerato Jabulani del 2010 (otto pannelli, superficie liscia) subiva la crisi a velocità elevate, causando traiettorie ingannevoli e rimbalzi «cattivi» — i portieri lo odiavano. Il Brazuca del 2014 (sei pannelli, ma con cuciture molto lunghe) migliorò la situazione. Il Trionda, con quattro pannelli e tre scanalature profonde su ciascuno, sposta la crisi alla velocità più bassa mai registrata dal 2010.

Il compromesso sulla distanza

Il rovescio della medaglia è che a velocità elevate il Trionda ha un coefficiente di resistenza maggiore rispetto ai modelli precedenti. Rallenta un po’ di più durante la fase più veloce del volo. Per i calci lunghi, dice Goff, la differenza potrebbe essere di qualche metro — non abissale, ma misurabile.

I giocatori hanno già avuto accesso al pallone da diversi mesi. Goff nota che il design del Trionda è molto simile a quello del Nike Flight, quindi chi ha già familiarità con quel pallone potrebbe partire avvantaggiato.

Adidas ha testato il Trionda per 3,5 anni con robot che calciavano a velocità controllate, in sette dei sedici stadi che ospiteranno le partite. Non pubblica i risultati. Goff e il suo team continuano a mandare le loro analisi alla FIFA e ad Adidas, sperando di offrire spunti utili.

«È lo sport più popolare del mondo, il torneo più importante, e la sua attrezzatura più importante è questo pallone», dice Goff mostrando il Trionda in videochiamata. «Penso che siano interessati a vedere cosa emerge dai test esterni».

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