Impianto geotermico di Fervo Energy in Utah

Clima e Borsa: tre aziende di energia pulita quotate nel 2025

Nel 2025 diverse aziende del settore energetico sono arrivate in Borsa con IPO di successo. La prima, a febbraio, è stata Solv Energy (solare e batterie) con una valutazione di 6 miliardi di dollari. Ad aprile è toccato a X-energy, che costruisce piccoli reattori nucleari modulari: il titolo è salito il primo giorno, portando la capitalizzazione a 11,5 miliardi. A metà maggio è stata la volta di Fervo Energy, azienda geotermica, oggi valutata circa 12,4 miliardi di dollari.

Non è un caso che tutte e tre corrano a produrre elettricità in un momento di domanda crescente, trainata soprattutto dai data center per l’AI. Vediamo come stanno messe.

Fervo Energy: geotermia potenziata con il fracking

Fervo è stata fondata nel 2017 e ha raccolto circa 1,5 miliardi di dollari prima dell’IPO. La sua tecnologia usa tecniche di fracking per creare le condizioni necessarie alla geotermia anche dove non ci sono sorgenti naturali di acqua calda e rocce permeabili.

Il primo progetto commerciale, Cape Station in Utah, avrà una capacità di circa 500 megawatt. La prima unità dovrebbe iniziare a produrre entro ottobre 2025, le successive entro gennaio 2027. Fervo ha già contratti di acquisto di energia per oltre 600 megawatt e terreni che potrebbero generare più di 40 gigawatt (per dare un termine di paragone, l’intero parco geotermico statunitense nel 2024 era di soli 4 gigawatt). L’azienda punta a ridurre i costi: Cape Station costa circa 7 dollari per kilowatt, meno del nuovo nucleare ma più del doppio di un impianto a gas.

X-energy: nucleare modulare in attesa di approvazione

X-energy fa parte della nuova generazione nucleare con i suoi piccoli reattori modulari. I reattori ad alta temperatura raffreddati a elio producono 80 megawatt ciascuno, meno di un decimo di un reattore tradizionale come l’Unit 4 di Plant Vogtle.

L’IPO è andata bene anche per X-energy, anche se inizialmente avrebbe dovuto quotarsi nel 2023, poi rimandato per via del mercato difficile. Il progetto più avanzato è quello di un impianto in Texas, in collaborazione con Dow Chemical. L’azienda ha ottenuto un’approvazione ambientale chiave, ma aspetta ancora il via libera definitivo dalla Nuclear Regulatory Commission per iniziare la costruzione.

Solv Energy: solare e batterie su larga scala

Solv Energy costruisce impianti solari e sistemi di accumulo per utility e produttori indipendenti. Il solare e le batterie sono tra le tecnologie più economiche e veloci da installare, e Solv ha già 21 gigawatt di progetti operativi in 35 stati.

Nei documenti pre-IPO depositati presso la SEC, Solv citava i data center oltre una dozzina di volte. È la conferma che l’AI sta cambiando il panorama energetico, spingendo la domanda di elettricità negli USA dopo un decennio di sostanziale stabilità.

Il ruolo dei giganti tech e la politica

Google è da tempo investitore in Fervo e ha creato con l’azienda la cosiddetta “clean transition tariff”. Amazon è cliente e investitore di X-energy, con una quota quasi del 20%. La geotermia e il nucleare godono di un favore bipartisan: l’amministrazione Trump ha tagliato i sostegni all’eolico ma ha mantenuto crediti d’imposta e finanziamenti per queste tecnologie.

Se Fervo e X-energy riusciranno a scalare e rispettare le tempistiche, spianeranno la strada ad altre aziende del settore. Se inciamperanno, l’effetto si farà sentire sulle IPO future.

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