Sede di una banca italiana, risiko bancario Intesa MPS

Opas Intesa Sanpaolo su MPS da 30,6 miliardi: cosa c’è dietro il risiko bancario

Il risiko bancario italiano ha una nuova protagonista: l’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas da 30,6 miliardi di euro) lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena. Con questa operazione, Intesa propone agli azionisti MPS di cedere le proprie azioni in cambio di una combinazione di contanti e nuove azioni Intesa. L’obiettivo dichiarato è integrare la banca senese nel gruppo guidato da Carlo Messina.

Intesa ha già depositato il documento d’offerta alla Consob, che deve approvare l’operazione. Il prossimo passaggio formale è l’assemblea degli azionisti del 10 settembre, chiamata a deliberare l’aumento di capitale necessario per emettere le nuove azioni a servizio dell’Opas. Se tutto va a buon fine, Intesa Sanpaolo diventerebbe il secondo gruppo bancario in Europa per capitalizzazione di Borsa.

MPS studia due proposte

A Siena, intanto, il Consiglio di amministrazione di MPS ha aperto un doppio tavolo di analisi: da un lato l’offerta di Intesa, dall’altro una proposta di aggregazione da parte di Banco BPM. La banca è assistita da UBS e Bank of America come advisor finanziari. Secondo indiscrezioni, una prima valutazione potrebbe arrivare già dal Cda del 16 luglio. Nel frattempo proseguono la riorganizzazione interna di MPS e l’integrazione di Mediobanca nel gruppo Montepaschi.

Chi ha azioni MPS in portafoglio o segue il titolo deve sapere che le tempistiche sono ancora incerte: il 16 luglio potrebbe essere un primo punto fermo, ma la decisione finale spetta all’assemblea di Intesa del 10 settembre. Fino ad allora, le quotazioni potrebbero muoversi in base alle indiscrezioni e agli aggiornamenti delle autorità di vigilanza.

Il nodo Generali e le autorità di vigilanza

L’operazione ha un effetto collaterale che riguarda Generali. Mediobanca detiene il 13,3% del gruppo assicurativo triestino. Con l’Opas su MPS, Intesa metterebbe le mani anche sul pacchetto Mediobanca — e quindi sulla partecipazione in Generali. Le autorità di vigilanza stanno valutando proprio questo aspetto: l’impatto indiretto dell’aggregazione sugli assetti di un gruppo strategico come Generali.

Carlo Messina ha più volte smentito interessi attivi su Generali: «La quota è meramente una partecipazione azionaria e niente di più — ha dichiarato — non c’è intenzione di mettere becco nella gestione». Il mercato, però, continua a monitorare l’evoluzione della partita, perché un cambio di controllo in Mediobanca potrebbe ridefinire gli equilibri di governance del Leone di Trieste.

Cosa significa per il risparmiatore

  • Chi ha azioni MPS dovrà decidere se aderire all’Opas di Intesa e ottenere contanti più azioni Intesa, oppure attendere l’esito della proposta alternativa di Banco BPM. La decisione va presa solo dopo aver letto il prospetto informativo che Consob approverà nelle prossime settimane.
  • Chi ha azioni Intesa Sanpaolo deve sapere che l’aumento di capitale del 10 settembre diluirà temporaneamente il valore delle azioni esistenti. L’operazione, però, punta a creare un gruppo più grande e capitalizzato, con possibili benefici di medio termine.
  • Chi ha azioni Generali o Mediobanca segua le decisioni delle authority: il via libera all’Opas potrebbe innescare movimenti sugli assetti proprietari del gruppo assicurativo, anche se Messina ha escluso interferenze nella gestione.

Per chi volesse investire in uno di questi titoli, le azioni Intesa, MPS, Banco BPM, Mediobanca e Generali sono tutte quotate a Borsa Italiana e acquistabili attraverso qualsiasi broker online o banca tradizionale con servizio di trading. Il prossimo appuntamento da segnare in agenda è il Cda MPS del 16 luglio.

Articoli simili