Salvadanaio con monete per il migliore fondo pensione per minori

Migliore fondo pensione per minori: come sceglierlo e dove aprirlo in Italia

Il migliore fondo pensione per un minore è oggi un fondo pensione aperto con comparto azionario a lungo termine, aperto da un genitore o tutore. I fondi negoziali e i PIP non sono pensati per chi non ha reddito da lavoro: un minore non può aderire né a Cometa né a Fondenergia, ma può sottoscrivere un fondo aperto come Amundi SecondaPensione, Eurizon, Allianz Insieme o Generali Valore.

Perché un fondo aperto e non altro

I fondi pensione aperti sono gestiti da SGR e compagnie assicurative e accettano l’adesione di soggetti fiscalmente a carico, minori inclusi. La normativa di riferimento è il D.Lgs. 252/2005, che regola la previdenza complementare in Italia. Il genitore diventa soggetto aderente, il figlio è il beneficiario delle prestazioni.

Il vantaggio fiscale è reale e misurabile. Chi versa contributi per un familiare fiscalmente a carico può dedurli dal proprio reddito complessivo fino a 5.164,57 euro l’anno. La deduzione vale per il genitore, non per il figlio: il minore di norma non ha redditi propri da cui dedurre. Una deduzione di 3.000 euro su un reddito da 35.000 euro con aliquota marginale al 33% (secondo scaglione IRPEF 2025) genera un risparmio immediato di circa 990 euro.

Quanto costano

I costi variano molto. Un fondo aperto online come SecondaPensione costa intorno all’1,2%–1,5% annuo (indicatore sintetico di costo) nei comparti azionari. Lo stesso prodotto tramite canale bancario o agente può superare il 2%. I PIP assicurativi partono spesso dal 2% e aggiungono caricamenti sui versamenti.

Su un piano di 18 anni con versamenti da 1.000 euro annui, la differenza tra un 1,3% e un 2,2% di costi erode circa il 15% del capitale finale. Vale la pena guardare l’ISC nel documento “La mia pensione complementare” che ogni fondo pubblica per legge.

Rendimenti storici: cosa aspettarsi

Un comparto azionario globale ben costruito ha reso storicamente il 5-7% annuo lordo su orizzonti lunghi, ma con forti oscillazioni. Su un orizzonte di 18 anni il rischio è gestibile con un comparto aggressivo all’inizio e uno più prudente negli ultimi 5-6 anni. I fondi pensione italiani con comparti bilanciati hanno reso in media il 3-4% annuo netto negli ultimi dieci anni.

Tassazione: i rendimenti sono tassati al 20% annuo (11% sulla quota titoli di Stato). La prestazione finale è tassata tra il 15% e il 9%, in base agli anni di partecipazione: 15% per i primi 15 anni, poi riduzione dello 0,30% per ogni anno successivo fino al 9%.

Alternativa o complemento: investimento diretto

Un genitore può anche aprire un conto titoli intestato a sé con delega, oppure un conto intestato al minore dopo i 14 anni in alcune banche (Fineco, Directa). Con ETF azionari globali i costi scendono allo 0,2-0,3% ma si perde la deduzione fiscale. Chi apre un fondo pensione per un figlio dovrebbe sapere che la convenienza fiscale batte i costi più bassi degli ETF solo se il genitore ha un’aliquota marginale IRPEF dal 23% in su.

Cosa significa per il risparmiatore

  • Deduzione alta, montante bloccato. Il capitale resta vincolato fino ai requisiti pensionistici (67 anni o categorie equiparate). Non è un libretto per l’università.
  • Il tempo lavora per te. 18 anni di versamenti da 1.000 euro con rendimento netto al 4% producono circa 26.000 euro, di cui 8.000 di soli interessi composti.
  • Comparto azionario obbligatorio per orizzonti lunghi. Scegliere un comparto garantito o obbligazionario sotto i 15 anni di orizzonte significa rinunciare a rendimento reale.
  • Attenzione ai costi fissi. Su versamenti piccoli (sotto 500 euro l’anno) le spese fisse di 30-50 euro erodono il rendimento in modo sproporzionato.

Come fare in pratica

1. Scegli il fondo. Confronta SecondaPensione (Amundi), Eurizon, Allianz Insieme, Generali Valore, Fondo Pensione Aperto di Intesa Sanpaolo. Guarda ISC, comparti disponibili e rendimenti pubblicati da COVIP.

2. Apri online dove possibile. SecondaPensione (secondapensione.it) e Allianz Insieme permettono l’adesione a distanza con SPID. Le banche fisiche richiedono appuntamento in filiale e applicano commissioni più alte.

3. Documenti. Servono carta d’identità del genitore, codice fiscale del minore, IBAN per l’addebito, e la firma del genitore o tutore. Se il figlio ha più di 14 anni può firmare insieme al genitore.

4. Primo versamento. I minimi partono da 50 euro al mese o 500 euro una tantum. Imposta il PAC mensile o il versamento annuale: un bonifico ricorrente evita dimenticanze.

5. Deduzione in 730 o Redditi. I contributi vanno indicati nel rigo E1 del modello Redditi o nel quadro E del 730 per il genitore. Conserva le attestazioni che il fondo invia entro marzo.

6. Revisione ogni 3-4 anni. Man mano che il figlio si avvicina ai 30-35 anni, valuta il passaggio a un comparto meno aggressivo. Molti fondi aperti permettono lo switch gratuito una volta l’anno.

Quando non ha senso

Se il genitore ha un’aliquota IRPEF al 23% e versa meno di 1.000 euro l’anno, la deduzione vale poco. In quel caso il vantaggio fiscale potrebbe non compensare i costi e il blocco del capitale rispetto a un PAC in ETF. Chi investe in fondi pensione dovrebbe sapere che lo strumento è ottimale solo sopra una certa soglia di versamento.

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