Idrogeno e Piano Mattei: cosa cerca l’Italia nell’asse energetico con l’Algeria
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin è ad Algeri, dove domani partecipa alla seconda riunione pentaministeriale sul Corridoio meridionale dell’idrogeno. Per l’Italia, ha detto, l’idrogeno è «una delle soluzioni fondamentali» per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione e arrivare alla neutralità climatica nel 2050.
A margine della missione, Pichetto Fratin ha incontrato il ministro dell’Energia e delle energie rinnovabili algerino, Mourad Adjal.
Il Corridoio meridionale dell’idrogeno
Il Corridoio meridionale dell’idrogeno è un’iniziativa che punta a creare una filiera e infrastrutture di collegamento tra Paesi produttori e Paesi consumatori, per trasportare energia sotto forma di idrogeno — o di vettori energetici collegati — e rendere più puliti i consumi, soprattutto nei settori industriali difficili da elettrificare.
Secondo la nota del Mase, l’incontro è stata l’occasione per confermare il rapporto tra i due Paesi in ambito energetico e per esplorare nuove opportunità di collaborazione. Nel corso del bilaterale è stata ribadita anche «la possibilità di rafforzare le interconnessioni tra i due Paesi».
In ambito energetico, le interconnessioni sono i collegamenti infrastrutturali che permettono di far viaggiare energia o vettori energetici tra sistemi nazionali: servono ad aumentare la flessibilità delle forniture e a integrare fonti e mercati.
Sicurezza energetica e Piano Mattei
«L’idrogeno potrà contribuire in modo importante all’aumento della sicurezza energetica dei nostri Paesi diversificando gli approvvigionamenti e riducendo la dipendenza dai combustibili fossili»
Tre i concetti che Pichetto Fratin mette in fila parlando con Adjal:
- Sicurezza energetica: la capacità di un Paese di assicurarsi forniture adeguate e continuative di energia.
- Diversificazione degli approvvigionamenti: ridurre il rischio di dipendere da poche fonti o da pochi canali di fornitura.
- Minore dipendenza dai combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale): collegata anche alla riduzione delle emissioni di gas serra.
Pichetto Fratin ha spiegato che questo è anche uno dei motivi per cui il progetto è stato inserito nel Piano Mattei promosso dal governo italiano, che si basa su un modello di opportunità, benefici e sviluppo condiviso. Il richiamo colloca la collaborazione energetica sull’idrogeno dentro una cornice più ampia di partenariati impostati sul reciproco vantaggio.
