Final Fantasy VII Rebirth si fa più accessibile: ecco l’aggiornamento 1.005 con Streamlined Progression e New Game Head Start
Square Enix ha rilasciato un aggiornamento sostanzioso per Final Fantasy VII Rebirth su PC e PlayStation 5, portando il gioco alla versione 1.005. La novità principale è la Streamlined Progression, una serie di opzioni pensate per chi vuole godersi la storia senza impantanarsi nei combattimenti o nell’esplorazione.
Con questa funzione si possono attivare, in qualsiasi momento dal menu di gioco, HP e MP illimitati, danni fissi a 9.999 a ogni colpo (in battaglie e minigiochi) e il numero massimo di ogni oggetto (con alcune eccezioni). Ogni singola opzione può essere attivata o disattivata separatamente, senza dover ricominciare la partita.
L’update introduce anche la modalità New Game – Head Start, che permette di cominciare una nuova partita con personaggi già al livello 65 (il massimo è 70) e con diverse materia potenziate già equipaggiate. Una comodità per chi ha già finito il gioco e vuole rigiocarlo senza rifarsi tutta la progressione da zero.
Per la versione PC, l’aggiornamento aggiunge il supporto ad AMD FSR (FidelityFX Super Resolution), che migliora la stabilità e la qualità dell’immagine. Alcuni giocatori segnalano che la patch pesa ben 71 GB, quindi preparatevi a liberare un po’ di spazio sul disco.
«La Streamlined Progression è progettata per aiutare i giocatori ad avanzare nel gioco senza intoppi, non solo durante la prima partita ma anche quando lo rigiochi.»
L’arrivo di questo aggiornamento coincide con il lancio di Final Fantasy VII Rebirth su Nintendo Switch 2, Xbox Series X|S e Microsoft Store. Intanto i fan aspettano notizie sulla terza e ultima parte della trilogia remake. Il director Naoki Hamaguchi ha rassicurato: «Lo sviluppo procede nei tempi e nel calendario previsti. Crediamo che diventerà un titolo che potremo consegnare con fiducia come culmine della trilogia».
Considerando che il primo capitolo è uscito nel 2020 e il secondo nel 2024, se la terza parte arrivasse entro fine anno sarebbero passati sei anni tra l’inizio e la fine della trilogia. Hamaguchi chiede solo «ancora un po’ di pazienza».
