Donne nel settore dell'intelligenza artificiale e divario di genere nel lavoro tech

Lavori nell’intelligenza artificiale: le donne restano indietro

Nel 2025 le donne hanno rappresentato solo il 26% delle nuove assunzioni nel settore dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti. Nelle professioni non legate all’IA, la percentuale sale al 50%. Il divario di genere nel comparto è quindi molto più marcato rispetto al resto del mercato del lavoro.

Il dato arriva da un’analisi di LinkedIn, che ha esaminato 15mila aziende in 27 Paesi. L’IA sta diventando una componente strutturale dei processi aziendali in ambiti come sviluppo software, marketing, finanza e logistica, e la domanda di figure specializzate cresce di conseguenza. Ma le opportunità non sono distribuite in modo uniforme.

Il divario nei ruoli di vertice

L’analisi si è concentrata anche sulle posizioni dirigenziali di alto livello nelle aziende che operano nel settore dell’IA. Qui le donne ricoprono soltanto il 13% dei ruoli apicali: le posizioni in cui si definiscono strategie, investimenti e direzioni di sviluppo delle tecnologie. La scarsa presenza femminile ai vertici non limita solo le carriere, ma influenza anche il modo in cui i prodotti e i servizi basati sull’IA vengono progettati e implementati.

Le nuove professioni dell’IA restano poco inclusive

L’intelligenza artificiale sta creando nuovi ruoli professionali, spesso tra i più remunerativi del mercato. Tra questi:

  • Responsabile dell’IA: coordina progetti e strategie legate all’IA dentro l’organizzazione.
  • Direttore dell’IA: guida l’intera funzione IA in azienda, con responsabilità strategiche e di budget.
  • Membro dello staff tecnico IA: si occupa di sviluppo, manutenzione e implementazione dei sistemi.

Anche in queste professioni emergenti le disparità di genere restano forti. La rappresentanza femminile è del 20% per il ruolo di responsabile dell’IA, del 26% per quello di direttore dell’IA e del 18% per lo staff tecnico. Le donne sono sottorappresentate soprattutto nelle funzioni più tecniche e in quelle con maggiore potere decisionale.

Il quadro tracciato da LinkedIn suggerisce che, senza interventi mirati, il divario di genere potrebbe restare strutturale anche nel settore più innovativo e in rapida crescita dell’economia digitale.

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