Componenti interni di un hard disk meccanico per class action

Prezzi degli HDD gonfiati per 13 anni: scatta la class action

Una causa legale collettiva (class action) negli Stati Uniti sta mettendo sotto accusa i giganti del settore degli hard disk. Secondo l’accusa, dal 2003 al 2016 i produttori avrebbero formato un cartello segreto per coordinare i prezzi dei dischi rigidi, danneggiando consumatori e aziende.

Chi è coinvolto nella class action

La causa è stata avviata contro i principali marchi del settore, tra cui Seagate, Western Digital e Toshiba. Considerando la loro quota di mercato, la vicenda coinvolge indirettamente quasi l’intera produzione mondiale di HDD.

L’accusa: prezzi coordinati per 13 anni

Il cuore della denuncia è un presunto accordo tra i produttori per limitare la produzione e mantenere i prezzi artificialmente alti. Un comportamento che, se provato, avrebbe riguardato un periodo lunghissimo: dal 2003 al 2016.

Questo significa che chiunque abbia acquistato un hard disk in quel periodo potrebbe aver pagato un prezzo ingiustificatamente più alto. La class action mira proprio a ottenere un risarcimento per questi danni.

Quali conseguenze per il mercato

Se la causa avrà successo, i produttori potrebbero essere costretti a pagare miliardi di dollari di risarcimento. La vicenda potrebbe anche portare a sanzioni da parte delle autorità antitrust, con un effetto a catena su tutto il settore dello storage.

Per ora, la class action è ancora nelle fasi iniziali. Ma il caso ha già attirato l’attenzione degli esperti di diritto della concorrenza, perché un cartello di 13 anni sarebbe uno dei più lunghi mai documentati nel settore tecnologico.

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