Bitcoin sotto 80.000 dollari: 136.000 BTC comprati a debito mentre il Clarity Act si blocca
Le notizie sulle evacuazioni statunitensi dal Medio Oriente hanno fatto salire l’avversione al rischio su tutto il comparto crypto: Bitcoin è scivolato sotto gli 80.000 dollari nel fine settimana, il livello più basso da oltre un mese.
Debito e dividendi per accumulare Bitcoin
Mentre il prezzo scende, alcune società quotate accelerano sull’uso di strumenti finanziari tradizionali per comprare l’asset. Strategy e Strive hanno emesso titoli preferenziali e strumenti di debito per finanziare l’acquisto complessivo di quasi 136.000 Bitcoin. Le emissioni riconoscono dividendi agli investitori e aprono un canale di funding parallelo rispetto agli ETF su Bitcoin.
Per diversi osservatori si tratta di un segnale di maturazione del mercato: al posto degli acquisti diretti si costruiscono strutture di capitale complesse, pensate per sostenere strategie di lungo periodo sull’asset digitale. Seamus Rocca, CEO di Xapo Bank, segnala intanto che i whale — i detentori più facoltosi — usano sempre più il proprio Bitcoin come collaterale per ottenere prestiti e generare rendimento, con l’obiettivo di aumentare gradualmente le posizioni.
Il Clarity Act non arriva, l’Asia accelera
Sul fronte regolamentare il mancato via libera al Clarity Act negli Stati Uniti preoccupa diversi operatori internazionali. Peter Hughes, CEO di Apex Group, ritiene che l’assenza di una cornice normativa chiara possa spingere molte attività legate agli asset digitali verso giurisdizioni più rapide e pragmatiche, come alcuni Paesi
