Papa Leone XIV in udienza, con simboli di tecnologia e intelligenza artificiale sullo sfondo

Come Magnifica Humanitas traccia la strada per affrontare l’IA

Papa Leone XIV ha pubblicato la sua prima enciclica. Si intitola Magnifica Humanitas e parla di intelligenza artificiale. Il passaggio che meriterebbe più attenzione da chi progetta e regolamenta la tecnologia è uno: “La tecnologia non è mai neutrale”.

L’enciclica descrive l’IA come il cambiamento più grande per l’umanità dalla Rivoluzione Industriale. Non usa mezzi termini: la scelta che abbiamo davanti è tra la Torre di Babele — un progetto gigantesco e senza regole, finito in confusione e isolamento — e la ricostruzione di Gerusalemme narrata nel libro di Neemia, fatta insieme, con ciascuno che fa la sua parte.

Due autori dell’articolo originale sono cattolici, membri di comunità religiose e da anni attivi nel movimento per l’investimento socialmente responsabile. Il loro punto è anche il più interessante per chi segue finanza e tecnologia: l’IA non è una forza della natura. È un prodotto commerciale che arriva in un momento storico in cui troppo potere economico e sociale è concentrato in poche mani.

L’enciclica, dicono gli autori, non è una novità assoluta. Ratifica ciò che gli investitori istituzionali fanno già da anni. Davanti a governi che non regolano quasi nulla e aziende che guardano solo al profitto, sono stati gli azionisti a chiedere trasparenza e responsabilità.

Il risultato è una mole di azioni concrete. Fondi per oltre 400 miliardi di dollari, attraverso coalizioni come l’Interfaith Center on Corporate Responsibility, hanno presentato risoluzioni per chiedere trasparenza sull’uso dell’IA. Hanno portato sotto pressione Alphabet, Amazon, Nvidia, Palantir e Uber, chiedendo che l’IA non venga usata per violare diritti umani. Un monito che ha assunto un peso tragico quando, nelle ore iniziali del conflitto con l’Iran, l’IA è stata usata per identificare bersagli di migliaia di missili, uccidendo centinaia di persone.

Altri investitori hanno sfidato CVS e UnitedHealth Group per evitare che l’IA danneggi la qualità delle cure sanitarie negli Stati Uniti. A Meta e Microsoft hanno denunciato l’impatto ambientale dei data center, che consumano quantità enormi di energia e acqua. Nell’industria creativa, hanno chiesto a Disney, Netflix e Warner Bros. di difendere l’elemento umano nella narrazione.

Quando OpenAI, Anthropic e Grok entreranno in borsa, la stessa pressione potrà essere esercitata su di loro. Il principio è semplice: usare la tecnologia per uccidere, danneggiare o opprimere è sbagliato. Ogni persona ha diritto a cure sicure e a un lavoro dignitoso. Le storie che ci raccontiamo hanno bisogno della scintilla creativa umana.

Gli autori concludono con una domanda: tra cent’anni, come saremo ricordati per come abbiamo affrontato questo momento? Come chi ha permesso a una manciata di persone ricchissime di decidere il destino di tutti, o come chi ha ricostruito l’umanità comune? La risposta, per ora, è nelle mani di chi investe, produce e sceglie.

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