La polizia europea ha hackerato una VPN usata dai cybercriminali e ha arrestato l’amministratore

Le forze di polizia europee sono riuscite a hackerare una VPN utilizzata per attacchi ransomware e altri reati informatici. L’operazione ha permesso di identificare migliaia di utenti del servizio, che è stato chiuso, e di arrestare il suo amministratore. Lo ha annunciato ieri Europol, coordinatore dell’azione insieme a Francia e Paesi Bassi, con il supporto di Eurojust.

Il servizio in questione si chiamava First VPN. Oggi il suo sito mostra un avviso che il dominio è stato sequestrato da un’azione congiunta internazionale. Secondo Europol, First VPN era promosso sui forum di cybercrimine in lingua russa come uno strumento affidabile per restare fuori dalla portata delle autorità. Offriva pagamenti anonimi, infrastruttura nascosta e servizi pensati specificamente per uso criminale.

Da anni, dice l’agenzia, la VPN veniva usata per nascondere attacchi ransomware, furti di dati e altri reati gravi. La polizia ha dichiarato di aver violato il servizio e di aver raccolto le informazioni necessarie per identificare i criminali che si credevano al sicuro.

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