Sundar Pichai parla di intelligenza artificiale e futuro di Google Search

Sundar Pichai spiega come AI e Search stanno cambiando Google e il web

Sundar Pichai, CEO di Alphabet e Google, si è seduto per la tradizionale intervista post-Google I/O con Nilay Patel di The Verge. È il quinto anno che lo fa, e questa volta i temi sono stati più caldi che mai: nuovi modelli Gemini, agenti AI ovunque, e modifiche profonde a Search, sia sul web che su YouTube.

Pichai ha iniziato spiegando com’è organizzata oggi l’azienda. Google ha tre business principali: Search, YouTube e Google Cloud. A questi si aggiungono le piattaforme (Android, Chrome) e la tecnologia che le alimenta — l’AI e l’infrastruttura. DeepMind è il cuore di tutto. La novità, secondo Pichai, è che per la prima volta i modelli Gemini offrono un’infrastruttura comune per tutti i prodotti. Funzioni come Personal Intelligence vengono costruite una volta e usate ovunque, in modo coerente.

Patel ha chiesto come Google eviti di lanciare prodotti sovrapposti, un problema storico dell’azienda. Pichai ha risposto che l’AI impone più intenzionalità: molte cose nascono come esperimenti (vedi NotebookLM, poi integrato in Gemini) e successivamente vengono armonizzate a livello centrale.

Il futuro di Search: da risposte a compiti

La parte più significativa dell’intervista ha riguardato i cambiamenti in Search. Patel ha ricordato il termine “Google Zero” — l’idea che Google possa ridurre a zero il traffico verso i siti web rispondendo direttamente alle query. Un’ipotesi che Pichai aveva sempre sminuito, ma che oggi è una realtà con cui il settore editoriale fa i conti. Anche i CEO di grandi editori come Condé Nast dicono di prepararsi a un mondo senza traffico da ricerca.

Secondo Pichai, la direzione è chiara: Search sta diventando una piattaforma in grado di avviare compiti grazie all’AI, non solo di restituire link. L’interfaccia intelligente si fonde con Gemini Spark, e le ricerche potranno far partire azioni. Questo è entusiasmante per gli utenti, ma cambierà ancora una volta le dinamiche del web aperto.

Anche YouTube sta cambiando: l’AI ora indicizza e riassume i video, portando l’utente direttamente al punto rilevante. Patel ha chiesto a Pichai se è pronto ad affrontare la stessa tensione con i creator che sta vivendo con gli editori. La domanda è rimasta in sospeso, ma il tono lascia intendere che la strada è già tracciata.

La singolarità è vicina?

Infine, Pichai ha commentato l’intervento di Demis Hassabis, CEO di DeepMind, che alla fine del keynote ha parlato di “essere ai piedi della singolarità”. Pichai condivide la valutazione, anche se non ha voluto fissare una data per l’arrivo dell’AGI. Ha detto però che è un momento da prendere sul serio, e che il ritmo dell’innovazione è più veloce di quanto molti immaginino.

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