Valdis Dombrovskis e le richieste di flessibilità fiscale di Italia e Grecia durante l'Eurogruppo

Dombrovskis frena sulle richieste di flessibilità fiscale di Italia e Grecia: cosa ha risposto

La Commissione europea valuterà più a fondo le richieste di flessibilità fiscale presentate da Italia e Grecia. Lo ha detto Valdis Dombrovskis, commissario europeo all’Economia, al termine della riunione dell’Eurogruppo in Lussemburgo.

«Esamineremo più a fondo le richieste di Italia e Grecia. Oggi ho avuto colloqui sia con il ministro Pierrakakis sia con il ministro Giorgetti per discutere della situazione»

I contatti con il ministro greco e con quello italiano sono avvenuti nella giornata stessa della riunione, sul tema dei margini di manovra nelle politiche di bilancio. Dombrovskis non ha parlato di una chiusura netta, ma nemmeno di un’apertura: il passaggio è la promessa di un esame più approfondito delle istanze dei due Paesi.

Regole Ue e inflazione: cosa ha risposto Dombrovskis

Il commissario ha richiamato l’impianto delle regole fiscali europee, sottolineando che il quadro normativo contiene già meccanismi che considerano il contesto macroeconomico, in particolare l’andamento dei prezzi.

«Il quadro delle regole fiscali contiene già elementi che aiutano e tengono conto della questione dell’aumento dell’inflazione e dell’impatto di una maggiore inflazione sulla traiettoria di crescita della spesa netta»

In pratica, quando si parla di regole fiscali si fa riferimento all’insieme di vincoli e parametri con cui l’Unione europea cerca di contenere deficit e debito pubblico e di rendere più prevedibili i percorsi di finanza pubblica. La flessibilità fiscale è la possibilità di modulare quei vincoli, o i tempi di rientro, per tenere conto di condizioni economiche particolari.

L’inflazione, cioè l’aumento generalizzato dei prezzi, incide sui conti pubblici perché modifica il profilo di entrate e spese e, più in generale, il quadro macroeconomico entro cui vengono fissati gli obiettivi di bilancio.

Le dichiarazioni sono arrivate al termine dell’Eurogruppo, il tavolo che riunisce i ministri delle Finanze dei Paesi che adottano l’euro. Non è un organo legislativo, ma ha un ruolo centrale nel coordinamento delle politiche economiche dell’area euro e nei confronti sui percorsi di bilancio, soprattutto quando entrano in gioco le regole comuni e il rapporto tra governi nazionali e Commissione.

Cosa significa per il risparmiatore

  • Chi ha in portafoglio titoli di Stato italiani dovrebbe sapere che l’apertura o la chiusura di Bruxelles sui margini di bilancio pesa sullo spread e quindi sui prezzi dei BTP già in circolazione.
  • Se la Commissione concedesse più flessibilità, lo Stato avrebbe più spazio per emettere debito: in pratica, più offerta di titoli nelle aste del Tesoro e nei collocamenti dedicati ai piccoli risparmiatori.
  • Con un’inflazione più alta, il rendimento reale di un BTP a tasso fisso si riduce: il commissario Ue ha ricordato che le regole fiscali tengono già conto di questo effetto sulla spesa netta.
  • Le aste dei titoli di Stato sono aperte a chiunque tramite banca o broker, mentre i collocamenti retail come i BTP Valore si acquistano direttamente sul mercato primario con commissioni azzerate.

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