Nuovo acconto fiscale sui dividendi dei big dell’energia: come funziona e chi riguarda
Il decreto legge carburanti introduce un acconto sulle imposte dovute sui dividendi anticipati delle società energetiche con ricavi 2025 superiori a 20 miliardi di euro. La misura, contenuta in una bozza visionata dall’ANSA, riguarda i principali operatori del settore che producono e distribuiscono energia o operano lungo la filiera.
Il meccanismo si applica ai dividendi anticipati, cioè le somme distribuite agli azionisti prima dell’approvazione del bilancio annuale. Su questi acconti sul dividendo, le società versano un anticipo delle imposte dovute. Il versamento fa maturare un credito di imposta di pari importo, utilizzabile secondo le modalità che saranno definite dal provvedimento definitivo.
Come funziona il credito di imposta
Il credito di imposta consente a un’impresa di compensare imposte future o altri debiti tributari con l’importo riconosciuto dallo Stato. Di fatto, l’anticipo si trasforma in un prepagamento delle tasse, non in un costo aggiuntivo definitivo.
Per le casse pubbliche, misure di questo tipo anticipano una parte delle entrate fiscali legate ai dividendi dei grandi gruppi. Per le società, l’effetto principale è finanziario: cambia il profilo temporale dei flussi di cassa legati agli
