Bitcoin sfiora i 65.500 dollari e Wall Street accelera sulla finanza tokenizzata
Bitcoin ha toccato 65.500 dollari, il valore più alto dal 22 giugno, dopo che il dato sull’inflazione alla produzione (PPI) negli Stati Uniti è risultato più debole delle attese. Secondo alcuni analisti, questo rafforza l’ipotesi che la Federal Reserve possa mantenere politiche monetarie meno aggressive.
L’interesse istituzionale si conferma solido: gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato afflussi per 181 milioni di dollari in un solo giorno, mentre quelli su Ethereum hanno aggiunto circa 58 milioni. La corsa è però frenata dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran, che tengono alta l’avversione al rischio.
Le previsioni sul prezzo restano divergenti. Alcune letture tecniche vedono possibili estensioni verso 68.000 dollari nelle prossime settimane e fino a 80.000 dollari in agosto. Altre, più caute, ipotizzano uno scenario simile al bear market del 2022 che potrebbe durare buona parte del 2026.
Tokenizzazione: la finanza tradizionale si muove
Dal lato dell’infrastruttura finanziaria tradizionale, la DTCC, il depositario centrale che gestisce i regolamenti di Wall Street, ha effettuato le prime operazioni live con titoli tokenizzati. Per gli osservatori è una tappa chiave nell’adozione della blockchain nel post-trading.
In parallelo, Cantor ha annunciato una collaborazione con Securitize per portare le IPO on-chain, aprendo una strada per le società quotate che vogliono raccogliere capitale tramite security token.
Regno Unito e Corea del Sud: i piani sovrani
Il Regno Unito ha confermato l’intenzione di emettere entro il 2027 il primo digital sovereign bond del G7 sulla piattaforma Orion di HSBC, all’interno del Digital Securities Sandbox della Bank of England e della FCA. La Corea del Sud lavora a una riforma per classificare le criptovalute come asset nazionali e ha ribadito i piani per testare bond governativi tokenizzati e la possibile tokenizzazione di immobili pubblici.
DeFi sotto attacco e stablecoin in evoluzione
Nel settore DeFi continua la scia di attacchi: il protocollo Ostium ha subito un exploit da 18 milioni di dollari, in cui l’attaccante ha manipolato il sistema di oracoli interni con dati futuri falsificati. Gli analisti sottolineano come gli oracoli restino uno dei punti più delicati della finanza decentralizzata.
Sul fronte pagamenti e stablecoin, spicca la crescita del nuovo standard x402 per i pagamenti “agentici” basati su intelligenza artificiale, sostenuto da Visa, Mastercard e Ripple. In un mese ha elaborato circa 75 milioni di pagamenti per un controvalore di 24 milioni di dollari. Secondo le analisi di settore, il progetto Open USD potrebbe diventare dal 2026 un concorrente significativo per USDC di Circle, grazie alla condivisione dei proventi di riserva con i partner.
Il quadro complessivo resta misto: da un lato l’adozione istituzionale della blockchain e dei titoli tokenizzati avanza in modo visibile; dall’altro, volatilità, rischio geopolitico e vulnerabilità tecniche nella DeFi continuano a rappresentare elementi di incertezza.
