iOS 27 fa passi avanti con l’AI, ma manca ancora la killer feature che Android ha da anni
Apple ha finalmente preso sul serio l’intelligenza artificiale su iPhone con iOS 27, introducendo una serie di nuove funzionalità e potenziando Siri con capacità da chatbot AI. Nella beta, però, l’esperienza è ancora acerba, specialmente per Siri. Il problema più grande è un altro: Circle to Search, l’utile scorciatoia di Android, non ha un equivalente su iOS. Eppure, è una delle funzioni che più di ogni altra rende l’AI mobile davvero comoda.
Cos’è Circle to Search e perché funziona
Arrivata sui primi telefoni Android a gennaio 2024, Circle to Search non è una funzione AI in sé. È piuttosto una scorciatoia per Google Lens, che a sua volta usa l’AI per traduzioni, riconoscimento immagini, ricerca inversa e molto altro. Il bello è come funziona: basta premere a lungo sulla barra di navigazione inferiore — dove di solito si scorre per tornare alla home — e sullo schermo compare un overlay di Lens. A quel punto, puoi disegnare un cerchio intorno a qualsiasi elemento sullo schermo e Google cerca informazioni su Internet. Funziona in qualsiasi app, in qualsiasi momento. Niente screenshot, niente chatbot vocali. Un gesto, e via.
Su iOS non c’è niente di simile
Apple ha la sua alternativa a Google Lens: si chiamava Visual Intelligence ed è stata ribattezzata Siri Mode in iOS 27. Funziona inquadrando oggetti reali con la fotocamera, usando comandi vocali o il pulsante di scatto per cerchiare elementi e avviare una ricerca. L’accesso è rapido grazie ai tasti Azione o Controllo Fotocamera. Ma il punto è un altro: non esiste un modo per fare la stessa cosa con ciò che hai sullo schermo del telefono. L’unica alternativa è chiedere a Siri AI di spiegarti cosa c’è sullo schermo. Peccato che Siri AI nella beta sia ancora molto acerba: risposte vaghe, talvolta sbagliate, e una tendenza a ripetere l’ultima risposta se non capisce il contesto (come è successo su iPhone 17 Pro Max con la beta 2).
Un’assenza che si fa sentire
Chi non ha mai usato Circle to Search potrebbe non sentirne la mancanza, ma dopo averlo usato quasi ogni giorno per oltre due anni, è difficile farne a meno. Certo, si può sempre fare uno screenshot e passarlo a Google Lens, ma non è la stessa cosa. La comodità di premere, cerchiare e ottenere risultati in pochi secondi è imbattibile. Con tutti gli sforzi di Apple sull’AI e la continua imitazione reciproca tra Android e iOS, sembra strano che Apple non abbia ancora sviluppato una sua versione, clonata o reinventata che sia. Speriamo che arrivi con un futuro aggiornamento di iOS 27 o con iOS 28.
