Locandina del film Disclosure Day di Steven Spielberg con alieni

Disclosure Day di Spielberg: quanto c’entra con i veri protocolli SETI per il contatto alieno?

Il nuovo film di Steven Spielberg, Disclosure Day, mescola azione, cospirazioni e un annuncio alieno in diretta TV. La meteorologa Margaret Fairchild (Emily Blunt) e l’esperto di cybersecurity Daniel Kellner (Josh O’Connor) svelano al mondo un segreto di stato vecchio di quasi un secolo: il governo americano ha sempre nascosto la presenza di vita extraterrestre sulla Terra.

Ma il titolo del film non è pura invenzione. Disclosure Day è un concetto molto reale, studiato da anni da organizzazioni come lo SETI Institute (Search for Extraterrestrial Intelligence). Il 5 giugno 2026, per la prima volta dal 2015, lo SETI ha pubblicato un aggiornamento dei suoi protocolli ufficiali su come gestire l’annuncio di una scoperta aliena. Il documento — ratificato dalla International Academy of Astronauts (IAA) il 1° giugno 2026 — tiene conto del contesto moderno, con deepfake e AI in grado di generare disinformazione. Il testo verrà portato al Congresso Astronautico Internazionale (IAC) in Turchia questo ottobre per l’approvazione definitiva. Se approvato, istituirà un Post-Detection Sub-Committee permanente per gestire implicazioni legali, etiche e sociali.

Nel film, invece, Margaret e Daniel rivelano tutto in diretta, senza verifiche né coordinamento internazionale. Abbiamo confrontato i due approcci.

Gestione delle prove candidate

Secondo i protocolli SETI, se si verifica una «presunta rilevazione di intelligenza extraterrestre», il primo passo è l’autenticazione da parte dello scopritore, usando tutte le risorse disponibili — comprese più strutture e organizzazioni con strumentazioni e metodi diversi. I dati vanno maneggiati con «estrema cura», rispettando i più alti standard di responsabilità scientifica. E il significato della scoperta va comunicato a un pubblico non specialistico.

Nel film, la situazione è più complessa. Le prove provengono da un filmato del crash di Roswell del 1947, diffuso in mondovisione quando Daniel carica i file rubati a Wardex — l’organizzazione segreta che ha gestito lo studio alieno per decenni. Da un lato, i protocolli reali vengono seguiti nella fase iniziale: vediamo scienziati catalogare prove con cura. Dall’altro, l’intero arco narrativo del film si basa sul fatto che prima il governo USA e poi Wardex hanno tenuto nascosta l’esistenza degli alieni. Noah Scanlon (Colin Firth) giustifica il segreto con la protezione dell’umanità. È l’esatto opposto di ciò che i protocolli SETI raccomandano.

Comunicazione e condivisione delle informazioni

Qui il divario tra film e realtà è enorme. I protocolli IAA dicono che i ricercatori SETI possono presentare rapporti sia in contesti pubblici che privati, e devono fornire aggiornamenti «puntuali, accurati e onesti» alle richieste dei media e alle organizzazioni scientifiche. L’obiettivo è tagliare le gambe alle teorie del complotto, distinguendo chiaramente le dichiarazioni speculative da quelle confermate.

Wardex, invece, mente da decenni. Se il film è ambientato in un mondo «reale», significa che esistono innumerevoli teorie aliene, siti web e convention — tutte alimentate proprio dalla segretezza. Scanlon e Wardex non sono onesti, e questo è il motore della ribellione di Kellner. Ma anche i ribelli non seguono le regole: invece di portare le prove all’ONU o a istituti scientifici indipendenti, le diffondono in TV senza alcuna verifica.

Verifica e comunicazione ai vertici

I protocolli stabiliscono che, una volta confermata la natura aliena del segnale, gli scienziati devono «riportare immediatamente la conclusione in modo completo e aperto al pubblico, alla comunità scientifica e al Segretario Generale delle Nazioni Unite». Il rapporto deve essere sottoposto a peer review, con pubblicazione open access dei dati di verifica.

Nel film non accade niente di tutto questo. Wardex ha tenuto il segreto per anni, e i ribelli non contattano mai l’ONU né istituti indipendenti. Daniel preferisce costruire una replica esatta della casa d’infanzia di Margaret (per farle ricordare il rapimento alieno subito da bambina) piuttosto che prendere un aereo per New York e depositare le prove. Il film suggerisce che il presidente USA fosse inizialmente informato, ma non è chiaro se l’informazione sia mai stata condivisa con altri paesi.

Monitoraggio, archiviazione e accessibilità

I protocolli richiedono che tutti i dati siano conservati e diffusi, e che vengano registrati e archiviati in modo sicuro in almeno due repository in posizioni geografiche diverse. Daniel ruba i file e li rilascia senza backup ridondanti o un piano di conservazione a lungo termine. Ancora una volta, l’urgenza della rivelazione prevale sulla procedura.

In sintesi, il film di Spielberg è un action movie che sacrifica la trasparenza e la cautela dei veri protocolli in nome del ritmo e della tensione. Ma la realtà, per fortuna, è molto più ordinata — e probabilmente più noiosa, ma anche più sicura per l’umanità.

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